martedì 11 novembre 2014

EICMA 2014

EICMA 2014 I MIEI PENSIERI
Avete presente il vostro cibo preferito? Avete presente che se ne mangiate troppo poi potrebbe venirvi a noia? Bene, l'EICMA è come fare un'abbondante scorpacciata di ciò che più vi piace senza però avvertirne i fastidi. Anzi anno dopo anno si scoprono nuove variazioni nel gusto. Ecco quindi il mio primo pensiero sull'edizione 2014 dell'EICMA (ma vale un pò per tutte le edizioni): un'overdose di ciò che mi piace di più (le motociclette) senza risentirne.
E' stato sicuramente il Salone dei 100 anni ma anche del ritorno prepotente delle supersportive (sempre più potenti) dell'esotico (la Kawa turbo), del retrò (Scrambler in testa), delle sorprese (inaspettate) e dei manubri alti. Ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda le sportive faccio subito i nomi illustri: Ducati con la Panigale 1299, Yamaha con la rinnovata R1 ed Honda con la versione stradale della RC213 Open.


Parlo di moto con oltre 200 cavalli ed elettronica a gogo per gestirli; sicuramente scomode nell'uso quotidiano quanto efficaci in pista. Ecco forse abbiamo raggiunto il punto di non ritorno proprio come è successo anni fa con le moto da cross diventate così specialistiche da poter essere comprate solo per l'uso agonistico.
Poi viene la botta che non ti aspetti...la verdona da oltre 300 cavalli con turbocompressore (nella versione racing; la stradale si ferma a 200), telaio a traliccio ed aerodinamica similmazinga (era un fiorire di alettoncini su tutto il frontale). Un oggetto esotico quasi più della supersportiva Honda (che comunque sarà commercializzata in tiratura limitata ed ad un prezzo superiore ai 100.000 euro...proprio come la NR a pistoni ovali).

La BMW ha presentato tra le altre cose una tourer con sospensioni e manubrio alti equipaggiata con il quattro cilindri della S1000RR; sarà in diretta concorrenza con la Ducati Multistrada (equipaggiata con il nuovo motore Testastretta desmodromico con fasatura variabile...altra primizia del Salone) e saranno scintille garantite.


Bello lo stile retrò della Scrambler che è diventato un brand a tutti gli effetti (ma che con l'originale condivide ben poco se non il nome e lo stile ma va bene così), della Triumph con le varie serie speciali della Bonneville e della Moto Guzzi V7II declinata in colori e special davvero pregevoli. Ed infine le sorprese, graditissime e ben celate fino a quando il Salone non ha aperto i portoni...l'erede dell'Honda Africa Twin e la Moto Guzzi MGX-21. Entrambe presentati come prototipi, entrambe poste su pedane altissime, entrambe sensuali oltre ogni misura, entrambe capaci di far battere il cuore (il mio per lo meno) più di molte altre moto presenti nel Salone. Entrambe cattive e, spero, pronte per la produzione in serie. La prima con la ruota da 21 pollici (finalmente) e la seconda con un mefistofelico interruttore con la scritta NOS che la dice lunga sulle sue intenzioni. Ho divorato l'area Custom e le moto storiche messe in mostra per il centenario dell'EICMA.

Ho apprezzato l'idea alla base della Spirit of Eicma e l'area dedicata allo shopping a prezzi da outlet. Ho respirato passione ed innovazione nello stand Quadro ed in quello di Acerbis.
Infine ho conosciuto e rivisto nuovi e vecchi amici ed amiche sfruttando il Salone come una piazza di paese dove tutti si ritrovano per far festa. Perchè il Salone è un posto incredibile...che esiste davvero!