giovedì 5 maggio 2016

HONDA

HORNET 600 F “CAFÉ’ RACER” by JIGSAW CUSTOMS
Unire vecchio e nuovo, amalgamare stile classico con meccaniche moderne, far girare la testa di fronte al passaggio di una special che fa dire “caspita è meravigliosa! Ma che modello è?”. Il tutto con poca spesa e tanta resa. E, aspetto non meno importante, guidabilità ed utilizzabilità da primato. In sintesi la quadra del cerchio. Impossibile? Assolutamente no.
Infatti basta guardare la bellissima (questo è l’aggettivo più ridondante tra di noi da quando abbiamo visto le foto di questa realizzazione) Hornet 600 F trasformata da Petros di Jigsaw Customs. Ma prima di iniziare a descriverla nei suoi mille particolari, ci piacerebbe riportare integralmente un pensiero di Petros, il suo modo di lavorare sulle special che gli vengono commissionate. Lui afferma che “mi avvicino a tutti i progetti di moto che intraprendo con la stessa passione e perfezionismo come se fossero miei. Perché una moto custom è il sogno di qualcuno e hanno fiducia in me per realizzare quel sogno. Ho incontrato persone meravigliose durante questo processo e sono grato per questo. Mi piace fare moto sorprendenti per persone straordinarie”. Più chiaro di così…E su questo modo d’agire non stupisce che la Hornet Cafè Racer sia venuta così bene. Tutto ha avuto inizio dal serbatoio Honda di una CB 750 K6; un pezzo sicuramente old style che ha necessitato degli adattamenti del caso per inserirsi alla perfezione nel trave centrale scatolato della Hornet. Intorno a questo elemento (che distingue e caratterizza immediatamente la customizzazione) si sono operate le altre modifiche. Innanzitutto l’anteriore, privato dello sterzo di serie (bruttino per la verità; assomiglia alle gambe delle sedie da cucina anni ’70) in favore di due semimanubri posizionati ben quattro centimetri più in basso rispetto alla piastra di sterzo superiore...tanto per sottolineare la volontà di rendere più sportiveggiante la posizione e la guida di questa Hornet. Nuova strumentazione (su piastra autocostruita) e interruttori al manubrio semplificati. Altri elementi catalizzanti della preparazione sono i cerchi a raggi derivati da un’Aprilia Caponord accoppiati con pneumatici tubeless (110/80-19 anteriore e 150/70-17 posteriore). Tale modifica ha obbligato a modificare distanziali e sistema frenante (parzialmente derivato da quello della Caponord miscelato con le pinze Nissin di serie della Hornet). Questa semplice modifica ha amplificato il connubio stile classico e tecnologia moderna che ritorna in ogni elemento di questa special. Purtroppo e per fortuna, la linea del nuovo serbatoio ha obbligato a risistemare alcuni elementi del motore, in primis la batteria di carburatori e relativi filtri aria (aftermarket, più aperti e sicuramente più belli rispetto alla “scatola” originale). Da li in poi il resto della trasformazione è stata quasi automatica. Come nella migliore tradizione delle CB più sportive degli anni ’60 e ’70, il posteriore è stato pesantemente modificato tagliando e rimodellando il telaietto e la sella (trasformata in monoposto, accorciata e con la classica linea sportiva di quegli anni). La batteria è stata posizionata sotto il forcellone posteriore, le luci sono state modificate (anteriore classico, tondo e più grande e posteriore a filo della sella, quasi sospeso). Nuove pedane regolabili posizionate più indietro e in alto per assecondare la triangolazione con sella e manubri e scarico basso con finale cromato (sulla moto di serie era posizionato in alto). E infine la verniciatura, passata attraverso vari step evolutivi (basta osservare le foto del wok in progress). Cerchi, forcellone, steli e piastre forcella, telaio, supporti del motore e basi del fanale sono stati dipinti con una verniciatura nera elettrostatica mentre il serbatoio è passato dal nero lucido ad una grafica perfettamente in linea con le CB anni ’60. Questa special abbraccia in pieno la nuova tendenza delle cafè racer intese come moto stilose ma dotate anche di una ciclistica (e freni) in grado di reggere le potenze sprigionate dai motori di cui sono dotate. E se facciamo il conto delle modifiche apportate (e considerando il basso costo della base di partenza), la voglia di andare a spulciare gli annunci alla ricerca di una Hornet usata diventa incontenibile…con buona pace dei futuri week end da passare in garage.