giovedì 17 settembre 2015

FRITZ EGLI

TELAISTA SVIZZERO
Oggi vorrei raccontarvi una storia che inizia con una Vincent Black Shadow di proprietà di un collega anziano di Fritz. Costui dovendo cedere la sua motocicletta per motivi di salute vede in Fritz un genuino sentimento (un vero e proprio amore) per la Vincent esattamente come lo provava lui.
E così la vende al giovane il quale si diverte a scorrazzare sulle strade che salgono sui monti svizzeri. Il motore era poderoso ma la sospensione posteriore lasciava alquanto a desiderare. Quindi Fritz agisce come farebbe ogni motociclista “sano di mente”: progetta un telaio completamente nuovo e se lo costruisce in casa! Ciò che seguì fu un attento esame dell'arte della progettazione della sospensione posteriore. Il telaio risultò talmente ben fatto e performante da essere imbattibile anche nelle gare in circuito. Fonda la sua officina specializzata nel ’68 e con la Vincent modificata vince il campionato svizzero di corse in salita. Col tempo i telai Egli sono stati accoppiati a motorizzazioni giapponesi (principalmente Kawasaki e Honda) preparate per erogare molti più cavalli rispetto all’unità di serie; e d'altronde la ciclistica permetteva di sfruttarli tutti quanti. Il tratto distintivo di Fritz è il telaio formato da un grosso tubo superiore che funge da trave principale (circa 12 centimetri di diametro) che nel tempo ha migliorato integrando, su suggerimento di un australiano, una struttura a nido d’ape che ne aumenta notevolmente la rigidità. Al trave principale sono uniti tubi diritti (sottoposti a forze di trazione e compressione ma non flessione) che abbracciano il motore seguendo il disegno dei Norton “Featherbed”. Altra caratteristica delle special Egli è il colore rosso con cui viene decorato spesso anche il motore. Negli anni ’70 il marchio diviene noto per le sue elaborazioni su base Honda CB 750 e CBX (chiamata Red Baron) e Kawasaki serie Z. Di quest’ultima la più famosa, nonché una delle più leggendarie, è la MRd1. Il quattro cilindri della Z900 viene portato a 1.016 centimetri cubici e ulteriormente potenziato con un turbocompressore ATP che porta la potenza (negli anni ’70) fino a 180 cavalli! Nel ’79 la versione PS155 raggiunge i 297 chilometri orari (record battuto solo vent’anni dopo) e accelera da 0 a 200 in 7,1 secondi. Altra preparazione che merita d’essere ricordata è la Egli-Colani con propulsore Kawasaki. 1.425 centimetri cubici, turbocompressore, carrozzeria aerodinamica (anche per il pilota) e oltre 300 cavalli di potenza massima. Nel dicembre del 1986 con questo veicolo viene stabilito il record di velocità sui 10 chilometri a 272,414 orari con partenza da fermo. In sintesi Fritz ha sempre sfruttato le competizioni in pista e su strada e i record di velocità per dimostrare la bontà dei propri telai. Nell’81 per esempio con un telaio Egli standard Jacques Cornu fa segnare il nuovo record sul giro al Nurburgring. Il monotrave di Fritz poteva accogliere dai mono Yamaha ai sei cilindri Honda garantendo miglioramenti netti delle prestazioni. Oggi Egli attraverso la sua azienda svolge principalmente l’attività di importatore per la svizzera di Royale Enfield, Chang-Jiang, Sachs, Sherco, Rieju, MZ e Norton. Perché si trova su Garage Italiano? Perché incarna lo spirito un po’ anarchico del motociclista in una terra (la Svizzera) che apparentemente sembra l’esatto opposto. E perché chi di noi non ha mai sognato di farsi il proprio telaio sul tavolo della cucina e correrci in circuito?