giovedì 26 febbraio 2015

YAMAHA

SR 400 #13 by MOTOR ROCK
Ricordo di aver letto tanto tempo fa su una rivista, di un team di preparatori giapponesi che sulla base di una Yamaha YZ 125 a due tempi (moto da fuoristrada) tirarono fuori un mezzo per gare su asfalto. Ricordo che rimasi affascinato dal risultato (allora nel mondiale SBK correva la Yamaha R7 con Haga ed il preparatore si era chiaramente ispirato a quella linea). Era qualcosa che rasentava il misticismo.
Beh ho scoperto con il tempo che certi customizer giapponesi hanno una conoscenza del modo delle due ruote ed una capacità di applicare tale know how nelle loro preparazioni da rasentare la perfezione. In taluni casi superano di gran lunga gli europei e gli americani. Un caso emblematico è la SR 400 #13 creata dai giapponesi di Motor Rock. Una deliziosa motoretta nata tranquilla e declinata in sportivetta da track day con uno stile ’60 che non mi dispiace affatto. E se considerate che può circolare liberamente anche sulle strade aperte al pubblico il cerchio si chiude. Adoro i mono, trovo che siano l’essenza del motociclismo ed ottime basi per special poco costose e realizzazioni da “box di casa”. L’SR 400 poi è un mezzo perfetto per questo tipo di lavori perchè privo di fronzoli e con un’accessibilità e semplicità meccanica da primato. Basta vedere la #13 per rendersi conto come con pochi e mirati interventi una paciosa motoretta può diventare una special da far girare la testa. La modifica più evidente è l’avvolgente carenatura (in realtà i giapponesi hanno una lunga tradizione in tal senso sulle SR) che avvolge completamente telaio e motore fin sotto il carter. La parte più bella di questa preparazione? Il telaio completamente stock da cui non è stato segato via nulla (ad eccezione della pedana sinistra, removibile, del passeggero). Per il resto la ricetta è classica: alleggerire il più possibile, mezzi manubri e pedane arretrate per una posizione di guida più sportiva, gruppo serbatoio/codino con sella monoposto, parafanghi tagliati, filtro aria e terminale più performanti. Nel caso in specie il freno anteriore è stato sostituito con un più classico tamburo e molle progressive al retrotreno. Il tutto condito con una grafica nerissima (ad eccezione della doppia banda centrale) e delle frecce aderenti. Una piccola sportiva dal costo basso e dalla resa elevata, da realizzare nel proprio garage come fosse una kit bike e da portare nel più breve tempo possibile su circuiti tortuosi dove, ne son certo, darà filo da torcere a motociclette con potenze ben superiori.






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