lunedì 26 ottobre 2015

INTERVISTA ESCLUSIVA

LUCA “LUZ” LUZARDI di START AND SPEED 

"Perché non fai un’intervista a Luz?”. Una domanda buttata lì durante la gara di Superbike dalla mia insostituibile amica bionda. “Quando entri da lui ti dice - Qui si fa la magia-. Io lo considero un artista“. Ora il telefono resta a mezz’aria e della corsa non mi interessa più nulla (oltretutto il risultato è scontato). Qui si fa la magia è un’asserzione che se è vera non può che essere preludio di fiabe motoristiche.
Se invece fosse falsa potrebbe trasformarsi nel peggiore dei miei incubi. E così mi metto a cercare un po di informazioni su Luz, al secolo Luca Luzardi di Start and Speed (LINK). Capperi! Guardo foto su foto dei suoi lavori e mi viene in mente l'epiteto mulciber dato dai romani al dio Vulcano da intendersi come "colui che addolcisce i metalli nella forgia”. Perché Di questo si tratta: un forgiatore di sogni a due e quattro ruote che ha risposto alle nostre domande. Quindi signore e signori, solo per voi…LUZ.
GARAGE ITALIANO – Non è facilissimo trovare informazioni su di te. Raccontaci la tua storia ventennale in questo settore.
LUZ – Storia ventennale... diciamo che e' cominciata un po’ prima quando esistevano ancora vecchie tv a valvole in bianco e nero. Li fui stregato dalla magia di un film chiamato Easy Rider visto furtivamente una notte...magia. Al mattino dopo avevo già tagliato le forcelle della mia graziella e col del nastro adesivo che le teneva unite affrontavo il mio primo giro di liberta...finendo col culo in terra dopo pochi metri.
G.I. – Sfogliando la pagina Facebook di Start and Speed ho visto sia auto che moto. Ti occupi di entrambe? Customizzi e restauri? Intervieni anche sulla meccanica?
L. – Faccio tutto ciò che serve agli amici per farli sognare. Da un telaio a delle ruote loro portano i loro sogni ed io cerco di concretizzarli. Nulla si crea ma tutto si trasforma…solo piccoli sogni di grandi amici.
G.I. – Ok ora sono curioso. Ho visto Fiat Topolino, taxi con tetti super ribassati, Mustang del ’67 con minacciose bande rosse, una Saab 96, un Volvo Valp L3315 dell’esercito svedese, una hot rod, un pick up Ford F1 del ’48, una Lotus ed un furgoncino con una grossa sega montata sul cassone. Mi spieghi questa miscellanea?
L. – Si un cliente appassionato me l’ha commissionata e l’ho trovata in Svezia da un signore che da oltre settant’anni vive di pura magia a due e quattro ruote.
G.I. – Passiamo alle due ruote. Mi hanno colpito, tra le altre, tre preparazioni: la piccola Honda bicilindrica scramblerizzata, la Moto Guzzi Lario con quei due semi manubri avanzatissimi e la Triumph 500 Daytona premiata con il secondo premio alla Bergamoto. Tanti mezzi a due e quattro ruote di tutte le nazionalità e tipologie. Hai qualche preferenza?
L. – No. Basta che abbiano un carburatore. Idem per le moto. Anche se giro prevalentemente in Harley-Davidson per quel suo rumorino speciale. Amo tutte le tipologie di moto; ne possiedo una per ogni genere.
G.I. – Per poter lavorare su veicoli così diversi serve esperienza e cultura. Ciononostante hai uno stile molto personale. E’ mai capitato che le tue idee divergessero da quelle del cliente? Hai mai ricevuto richieste particolari?
L. – Si. Cerco sempre di studiare il tipo di veicolo su cui lavoro partendo da quando e nato in fabbrica. Le mie idee tante volte sono estreme o totalmente diverse da quelle del cliente. Si prepara un disegno per cercare di capire cosa pensiamo entrambi; poi si lavora su quello. Richieste particolari...sempre, ma a volte per i costi il cliente non procede. Comunque sempre pronto a nuovi progetti…proponine uno tu.
G.I. – Ci sono due tuoi pensieri che mi hanno colpito nel profondo: “Qui si fa la magia” e “Da noi arrivano clienti escono Amici”. Ti rendi conto che tutto ciò è rivoluzionario nel momento stesso in cui si concretizza?
L. – Per risponderti dovrei dirti di passare a trovarmi e tu poi ti darai da solo la risposta. Non sono parole mie ma di amici che vengono qua.
G.I. – Sono rimasto colpito dalla disposizione a “bacheca” dei veicoli nell’officina. Idea tua? Da dove nasce?
L. – Da piccolo collezionavo moto e macchinine. A quel tempo era usanza avere una mensola con tanti ripiani dove tutte le macchinine venivano posizionate. Ora sono un po’ più grande e la mensola pure.
G.I. – I prossimi progetti a cui stai lavorando?
L. – Un camion Ford 1947; un sidecar 1940 e una moto per volare sul lago salato in America. Però non posso dirti tutto…non ci sarebbe più la sorpresa della magia.