martedì 27 gennaio 2015

HARLEY-DAVIDSON

STREET 750 by KUSTOM KOMMUNE
Circa due anni fa l’Harley-Davidson ha lanciato sul mercato la più scioccante e controversa motocicletta dai tempi del motore Evolution: la Street 500 e 750 bicilindrica a 60 gradi raffreddata a liquido, progettata a Milwaukee ed assemblata in India. Neppure la V-rod ha diviso così profondamente gli animi al suo debutto.
Eppure la Street ha un suo perché. C’e’ chi ha visto un’entry level troppo poco Harley style; io ho ammirato innumerevoli possibilità, prima tra tutte quella di rivedere una moto da track leggera e potente con il bar&shield sul serbatoio. E credo che come me abbiano avito il medesimo pensiero anche gli australiani di Kustom Kommune che hanno trasformato una Street 750 in una vera erede delle vittoriose KR 750. Con interventi radicali alla ciclistica è stata sostituita l’intera porzione posteriore del telaio con un nuovo elemento accoppiato ad un codino da flat rimaneggiato. La sospensione posteriore utilizza il forcellone di serie con una capriata superiore di reazione con doppi ammortizzatori orizzontali posti sotto la sella. All’anteriore fa sfoggio di se un classico delle moto da track di derivazione Yamaha R6. Cerchi da 19 pollici derivati derivato da una XR 1000 ed adattati ai nuovi componenti, con doppio freno a disco anteriore H-D (perfettamente amalgamato con le pinze Yamaha) e pneumatici Shinko Trail Pro da 110/80/19 identici davanti e dietro specifici per la terra battuta degli ovali. Ridotta all’osso (manca l’intero impianto d’illuminazione ed i sensori non necessari) è stata rivestita con sovrastrutture in lega leggera che nascondono l’impianto elettrico (semplificato) e la pompa per la benzina (nella coda). Il telaio è stato denudato di tutte le piastre paracolpi o di copertura (ad eccezione della cornice del radiatore che nell’insieme risulta perfettamente armonizzata); eliminata la strumentazione ed i blocchetti elettrici si è creato un ponte di comando esile ed in linea con lo spirito della preparazione con manubrio rialzato e manopole a botticella. Curiosamente i pedali con relativi comandi sono rimasti di serie. La grafica nera con profili rossi spicca sul metallo lasciato a vivo. E se vi state domandando se si tratti di un puro esercizio di stile o meno sappiate che questa Street da “polvere” è già iscritta ad alcune gare del campionato australiano. Credo proprio che ne vedremo delle belle.