giovedì 29 gennaio 2015

ABBIGLIAMENTO

OUTBURN
Outburn is coming back! Ecco riassunta in una frase una delle più belle notizie regalatami nel 2015 da una mia carissima amica. E se vi state chiedendo chi e cosa sia Outburn e perchè trova posto su Garage Italiano, la risposta è semplicissima e si può riassumere in un’unica parola: passione. 
Sentimento che ha mosso, nel 1995, due amici Gianmaria Tanzi (buellista e crossista amatoriale veneto) e Marco Belli (pilota varesino di Flat Track) a creare un marchio d’abbigliamento prima di tutto per loro stessi e per gli amici e poi anche per tutti i motociclisti. Caratterizzatasi fin dall’inizio per il disegno dei capi ispirati allo Short Track USA anni ‘30, per la vastissima gamma di colori disponibili e per la differenziazione uomo/donna nel design e nelle linee dei capi, mutuarono i nomi della prima collezione da un team USA di Dirt Track. Da buoni motociclisti (e sportivi praticanti) Tanzi e Belli crearono un prodotto aderente al corpo ma al contempo confortevole, con linee pulite ma grintose e materiali innovativi. L’abbigliamento firmato Outburn poteva essere usato indistintamente alla guida di nervose naked o su mezzi più cittadini come gli scooter. Ma anche per fare quattro passi a piedi: lo stile unico contraddistinto dalla contaminazione racer americana, rielaborata con il sapore e la qualità tipici dell’alta sartoria italiana, lo rendevano inconfondibile. Sempre più vicina al mondo della moda ma anche delle corse su terra battuta, nel 2005 l’azienda lancia l’evento “One Night Outburn” un tour serale nel centro di Milano con soste nei pub dedicato a motociclisti, scooteristi e quaddisti. Contemporaneamente la gamma si allarga contemplando le tute in pelle complete (2006).
Tra i vari testimonial possono essere annoverati il direttore artistico di Virgin Radio e motociclista DJ Ringo e naturalmente il campione Marco Belli. Sport e fashion coesistono armonicamente e danno vita a modelli divenuti un classico del marchio come il bomber Patriot, realizzato in pelle di bufalo sottoposta ad un trattamento speciale per ottenere un effetto leggermente vintage e al contempo resistere alle intemperie, o il Flag una giacca corta e regolabile sottoposta d un lavaggio speciale agli enzimi che donava un colorito non uniforme alla pelle. Altri modelli degni d’essere citati sono il famoso ed intramontabile Quattro Tasche, le Patch di Outburn con il classico stile race e lo Sprocket capo storico del marchio declinato nel tempo i tre versioni: nella classica cordura con gilet interno, in versione Track Star con effetto metallico ed il Leather Edition in morbida pelle di bufalo con effetto vintage. In sintesi la gamma era composta da capi in pelle e tessuto tecnico, per l’estate e l’inverno, per l’utilizzo quotidiano e per la pista fino al 2009 quando Gianmaria viene a mancare. L’azienda rallenta e poi interrompe la produzione fino al 2015 quando Outburn rinasce sotto l’egida di Marco e di un finanziatore appassionato riportando il sorriso sul volto dei clienti affezionati e la curiosità dei nuovi entusiasti che riconoscono nel marchio un prodotto di qualità ed al contempo glamour. I dettagli sul rilancio sul mercato ancora sono top secret. Ma sappiamo che arriverà a breve la nuova linea, che un designer ha rielaborato tenendo in considerazione principalmente quella passione alla quale ho fatto riferimento all'inizio di questo mio racconto. E concludo citando direttamente dalla pagina ufficiale Facebook di Outburn (LINK) “Quelli come noi realizzano un sogno con il vento in faccia. Amano l’avventura. Apprezzano la semplicità. Quella che sa di cuoio, di pelle, di sapori forti, di odori rassicuranti, di passione autentica. Creano il proprio stile, sempre. Senza confini e con la sola ragione che si chiama libertà. Saliamo in sella, un filo di gas e via...”. Restate sintonizzati, quindi, perché ne vedrete delle belle.