domenica 13 dicembre 2015

BUELL

M2 CYLCONE “CHERRY SALT” by PLAN B MOTORCYCLES
Ricordate il cartone animato dei Jetson? E la saga di ritorno al futuro? A volte il futuro non assomiglia per nulla a quello che ci eravamo immaginati ed altre volte invece (e per fortuna) coincide quasi perfettamente. Prendete per esempio la Buell M2 Cyclone del ’99 “Cherry Salt“ di Plan B Motorcycles con la sua carena avveniristica.
Ricorda molto il dragster motorizzato BMW di Lucky Cat Garage ma con differenze sostanziali (e piacevoli) perché l’idea non era quella di copiare ma di creare una vera e propria moto alternativa per competere sul medesimo miglio della gara di Glemseck 101. La motorizzazione innanzitutto, un bicilindrico Buell (o sarebbe meglio dire Harley-Davidson?) con 50 centimetri cubici in più rispetto ai 1.203 originari, teste lavorate, pistoni ad alta compressione Wiseko, assi a camme Andrews, carburatore Mikuni HSR42, nuovi scarichi ed un regolatore Twin Tech per accordare come un violino il propulsore a tutti i regimi; frizione Barnett e trasmissione finale da cinghia a catena così da permettere una più rapida  modifica della rapportatura finale. Il telaio è rimasto pressochè l’ottimo Verlicchi di serie. Naturalmente la posizione di guida distesa ha imposto gli adattamenti del caso. La parte posteriore è stata sostituita con un cortissimo sellino monoscocca lasciato a nudo. E dove prima erano montate le pedane del passeggero ora trovano posto quelle personalizzate per il pilota. Anche il serbatoio concorre a migliorare la posizione di guida; realizzato nell’officina di Plan B da fogli di alluminio lavorati per contenere 12 preziosissimi litri di benzina, si amalgama al corpo del pilota grazie a due svasature per le ginocchia, al pozzetto per alloggiare il casco (migliorando la penetrazione aerodinamica) e ai nuovi semimanubri anteriori. La carenatura strettissima segue gli stessi dictat quindi avvolge l’intero blocco moto-pilota creando un guscio (che assomiglia ad un proiettile) con poche aperture (un paio per raffreddare il motore e una terza centrale per inserire un faretto). La ciclistica si completa con una forcella anteriore prelevata da una GSX-R (con annesso sistema frenante) ed un posteriore particolare costituito da un forcellone vincolato ad un ammortizzatore montato sotto il basamento del motore e con un attuatore elettronico che ne modifica l’altezza (e quindi il centro di gravità) adattandolo alle forti accelerazioni ed all’aderenza del fondo, migliorando conseguentemente la prestazione generale sull’ottavo di miglio. E se pensate che tutto questo ben di dio sia opera di qualche preparatore transalpino o tedesco o americano…beh vi sbagliate di grosso. Plan B Motorcycles è italiano al cento per cento. Il nome del loro “siluro” deriva in parte dal codice identificativo del colore rosso (usato per la carenatura) ed in parte alla distesa salata di Bonneville. Volendo chiudere il cerchio e riallacciandoci all’introduzione, Plan B Motorcycles è un laboratorio di "neo-cafè" dove le idee prendono forma alimentate dall’amore per un look classico unito alla costante ricerca delle migliori prestazioni. Ogni progetto è un viaggio, e ogni moto sembra fatta per esplorare forme e materiali miscelando tecnologia con tradizione e dando vita a moto artigianali con un'anima racing create attorno al pilota. E' così che dovrebbe essere. Ed è così che fanno loro.