giovedì 27 febbraio 2014

AMERICANI

A ME PIACCIONO GLI AMERICANI!


A me piaccioni gli americani! Intendo il loro modo di concepire una motocicletta. Per loro prima di tutto vengono i centimetri cubici o meglio i POLLICI CUBICI; e gia’ perche’ in America si misura tutto in miglia e pollici mentre nel vecchio continente si va avanti a forza di centimetri e chilometri orari. Mi piace la loro idea, relativamente primitiva, per cui bigger is better nel senso che se vuoi andare piu’ veloce hai bisogno di piu’ potenza e per avere piu’ potenza devi aumentare la cilindrata del tuo motore. E poco interessa se i telai non sono propriamente dei pregiatissimi scatolati d’alluminio che tengono la strada e permettono di pennellare le curve con precisione millimetrica. In America le strade sono lunghissimi rettilinei mortificati da limiti di velocità ridicoli (mediamente 96 chilometri orari o detta all’americana, 60 miglia!). A me piace il loro finto approssimativismo quando con un motore grosso grosso ed un telaio piccino piccino si ingarellano in competizioni di pochi giri su nastri ovali di terra battuta.









Mi piacciono quando su ipertecnologiche moto giapponesi montano forcelloni chilometrici che necessitano di due rinvii di catene; mi piacciono quando con queste moto, decorate con grafiche spesso al limite del buongusto, si sfidano su un quarto di miglio.


Mi piacciono gli americano perche’ quando hanno capito che non di sola potenza si vive, hanno creato le Buell. Mi piacciono gli americani perche’ con poche centinai di dollari puoi davvero comprarti una vecchia Harley, lavorarci la notte e nei week end e poi, se tutto funziona, girarci per tutta la vita in lungo e largo. Mi piacciono gli americani per i loro motori V8 ma soprattutto per i V2 che producono suoni inconfondibili nelle orecchie degli appassionati. Mi piacciono gli americani per la loro idea originaria di motociclette derivate dalla serie (e lo erano davvero), per i loro camper Airstream e per i cowboy.






Mi piacciono gli americani perche’ forse in fondo per un motociclista l’idea che chiunque possa correre sulla crosta di un lago salato alla piu’ alta velocita’ che la propria motocicletta possa permettergli è il massimo.