venerdì 5 dicembre 2014

BMW

ZELLER KOMPRESSOR
Si fa un gran parlare delle nuove Yamaha R1 ed Honda RCV 213 replica ma se vi dicessi che la BMW alla fine degli anni ’50 aveva già creato un modello di serie derivato dalla sua vittoriosa RS 500 Rennsport? La storia è molto affascinante.
Quando nel 1958 il pilota di punta Walter Zeller decise di ritirarsi dalle competizioni gli fu donata una motocicletta speciale in esemplare unico: una replica delle RS con motore dotato di compressore. In realtà era un mix di parti molto interessanti. Il motore boxer (con comando della distribuzione a coppie coniche) di un sidecar da competizione (preso dal mezzo del pilota Max Klankermeier) con compressore di 600 centimetri cubici del '49  inserito in uno speciale telaio (e relativo forcellone) creato sulla base di quello originale Rennsport e forcella telescopica in luogo delle Earles montate sulle BMW contemporanee. Curiosamente sulle RS ufficiali da GP erano montate le forcelle Earles mentre sulla replica furono usate delle telescopiche. Serbatoio e sella (monoposto) erano strettamente derivate del modello da competizione mentre il motore era stato dotato di due scarichi a coda di pesce (utilizzati sulla R51 di serie ma abbondantemente aperti) che in teoria avrebbero dovuto “strozzare” il motore. Ciononostante sulla fiche d’omologazione rilasciata dal TUV si indicavano 73 decibel…ottimistici per un propulsore da competizione! Come ogni moto stradale la Zeller Kompressor era dotata di parafanghi (sempre di derivazione stock) e fanali (il posteriore proveniva dalla  produzione anni ’30 e sul coprifaro anteriore era montato un contagiri al posto del tachimetro); da tenere in considerazione che per risparmiare peso e spazio non era presente alcun generatore rendendo di fatto impossibile circolare di notte. Tutti gli accessori, dalle leve alle pedane ai vari componenti secondari, erano derivati dalla motocicletta da gran premio; anche l’accensione era racing poiché essendo sprovvista di pedivella o di motorino elettrico, poteva essere avviata solo a spinta. Zeller raccontava che, a differenza di quanto dichiarato dal TUV, la motocicletta raggiungeva i 200 chilometri orari (contro i 180 indicati) ed accelerava da 0 a 100 in meno di cinque secondi. Anche il peso totale era differente: si passava dai 176 chili ufficiali ai 147 effettivi controllati da Zeller. E se si considera che la BMW Kompressor vincitrice al TT del ’39 con Meier pesava solo 13 chili in meno (ed aveva la medesima potenza con freni e sospensioni peggiori) si può maggiormente comprendere l’eccezionalità di questo esemplare unico e targato. Solo un’altra motocicletta in quel periodo poteva vantare prestazioni simili ed era la Vincent Black Shadow (che però aveva una cilindrata pressoché doppia, pesava quasi 200 chili ed era fuori produzione da più di tre anni). Si sa per certo che Zeller non risparmiò la preziosissima BMW, scorazzando in lungo ed in largo e gioendo del sibilo del compressore lubrificato al due per cento. Fino a quando nel 1963, a causa di gravi problemi finanziari, fu costretto a vendere la sua personale race replica a Norbert Reisbeck un appassionato che chiamava Zeller praticamente ogni giorno chiedendogli di poter acquistare la Kompressor. Passata ancora una volta di mano oggi fa bella mostra di se in manifestazioni e rievocazioni storiche sebbene pare che l’attuale proprietario sia intenzionato a cederla per il giusto prezzo.