domenica 1 maggio 2016

XT 600 “THE BIGGEST BULLSHIT” by CORB MOTORCYCLES
“E’ un aereo? No. E’ un razzo? No. E’ Superman! Si”. Più o meno, vedendo l’XT modificata dalla factory spagnola, la discussione potrebbe essere similare. E’ un’enduro? Ni. E’ una scrambler? Ni. E’ una nave da deserto? Ni. E’ tutto e nulla di preciso. Sicuramente era una XT 600 dell’89 pronta per la discarica e presa per un progetto personale che alla fine si è trasformato in una sfida.
Come sempre s’inizia dal telaio, messo a nudo e ripulito da oltre trent’anni di sporcizia, fango e insetti. Accorciato il telaietto posteriore ed eliminato tutto ciò che non serviva, si è prima sabbiato e poi riverniciato (in nero) il tutto. Ma il più grande atto liberatorio (e forse anche anarchico) che si è effettuato su questa Yamaha è stato quello di passare da un serbatoio piccolo (di serie) a quello gigantesco di un Tenere Dakar dell’86. In effetti si può affermare che tutto è iniziato proprio da questo pezzo; cercavano un Tenere ed hanno trovato una XT, ma a quel serbatoio gigantesco su un corpo smilzo da scrambler non avrebbero mai rinunciato (ed ecco la sfida di cui si parlava poco sopra). A dimostrazione che tutto ruota intorno ad esso, è l’unico “pezzo” colorato: rosso Yamaha con grafiche a blocchi bianchi e logo di Corb Motorcycles, il tutto sapientemente “invecchiato. Morale della favola: sistemato il telaio hanno appoggiato il serbatoio (che entrava alla perfezione) ed hanno pensato a tutto il resto, iniziando dalla sella. Anomala anch’essa, realizzata in pelle e accoppiata direttamente sul telaietto accorciato. E’ stata creata sulla scorta di un’idea che mixa il cross (la parte anteriore che sale su su fin quasi al tappo della benzina) e lo scrambler (il retro, escluso il portatarga, chiude la linea della moto come sulle vecchie Ducati anni ’60); naturalmente è anche comoda.  Ad alcuni particolari classici delle moto da deserto, però, hanno saputo rinunciare. Le sospensioni da “mal di mare”, ad esempio, hanno lasciato il posto ad una forcella anteriore ex FZR e ad un mono YSS ex Monster. Questa modifica ha abbassato il baricentro e migliorato il feedback alle velocità elevate su asfalto. L’avantreno è stato completato con un manubrio LSL, un tachimetro KOSO, faro, frecce e specchietti KTM. Per le ruote si è pensato nuovamente ad un mix particolare: mozzo (e freno) originale anteriore con cerchio nuovo da 18 pollici e pneumatico Bridgestone BT45. Dietro misura e mix similare per la ruota ma pneumatico Firestone Champion Deluxe. Il propulsore è rimasto pressochè di serie. Veloce revisione e dentro nuovi filtri più aperti e scarico con terminale KTM 690. Il resto sono stati più che altro lavori di routine per una special con tanti anni sulle spalle (ad esempio l’impianto elettrico completamente rivisto). Ed ora la domanda che ci assale dall’inizio: a che categoria appartiene questa XT? Personalmente ci piace pensare che sia una moto fatta su misura per il suo proprietario e che sia in grado di farlo divertire. Il resto è solo un lungo elenco di accessori (nuovi e vecchi) troppo noiosi da menzionare completamente. Chiaro no?