giovedì 21 gennaio 2016

RONDINE MOTOR

ELETTRA e RRV1
Chi ci segue con attenzione sa che raramente parliamo di “prodotto di serie”. Il nostro cuore si rivolge alle special e alla tecnica motoristica in quanto fonti d’ispirazione di nuove idee. Eppure oggi faremo uno strappo alla regola.
Anzi uno strappo multiplo perché parleremo di tecnica (e fin qui ci siamo), di una motocicletta a metà strada tra la serie e la special (e anche qui siamo allineati) e di un veicolo a due ruote elettrico innovativo e regolarmente in vendita. Il costruttore è la Rondine Motor (LINK), storico marchio italiano degli inizi del secolo scorso, redivivo grazie alla passione e all’impegno della famiglia Nuccitelli. Distintisi per una visione pragmatica ma anche passionale del futuro del motociclismo, la Rondine Motor ha in catalogo un prodotto totalmente elettrico frutto di anni di studi: l’ELETTRA. Si stratta di un progetto basato su una piattaforma modulare al momento declinato in due versioni (off road e motard) leggere, facili da guidare e pregne di tecnologia. Ciò garantisce un utilizzo sia nei centri urbani che in ambienti naturalistici con il plus della propulsione elettrica che permette accesso in zone precluse ai classici motori endotermici, con impatto inquinante pari a zero e nel più totale rispetto di flora e fauna del luogo. Si diceva due modelli, la E-Motard e la E-Offroad che differiscono sostanzialmente per le misure dei cerchi (17 e 18 pollici la prima; 21 e 18 la seconda) e per gli pneumatici specifici. Per il resto sono perfettamente paragonabili con mezzi similari dotati di motore endotermico. 115 chili di peso (e non serve dichiarare se a secco o meno perché non sono presenti liquidi ad eccezione di quello dei freni); passo di 1.440 millimetri, altezza della sella a 920 e componentistica di prim’ordine (le sospensioni per esempio sono regolabili sia davanti che dietro ed il telaio è un’unità perimetrale). L’autonomia è coerente con il tipo di propulsione (un’unità Brushless, dal 2016 costruita in casa a magneti permanenti da 13,5 cavalli; la ricarica completa si effettua con un normale caricabatteria consegnato con la moto e la velocità massima nella mappa sportiva è pari a 110 chilometri orari per la off-road e 120 per la motard). A riprova della bontà del progetto e delle intenzioni della Rondine Motor nel voler perseguire l’innovazione, alla Fiera di Roma di quest’anno sono stati esposti due interessanti prototipi: il primo dedicato ad un pubblico prettamente femminile e il secondo pensato espressamente per la Polizia. Ma la notizia più ghiotta è che si sta già lavorando su ulteriori (e altrettanto performanti) derivazioni stradali grazie alla modularità del progetto. Oltre alla propulsione elettrica, Rondine Motor è stata impegnata anche sul fronte dei motori “classici”. Il secondo modello di cui vi vorremmo parlare è la RRV1, una sportiva pura nonché il primo modello di Rondine Motor nata nel 2005. Tutto ha inizio quando dopo una collaborazione con Bimota conclusasi prematuramente per le note vicende, i progetti dello studio di design dei fratelli Filippo e Marco Nuccitelli sfociano in una motocicletta costruita con precisione artigianale e pensata per partecipare al WSB nel 2007. Dal settore aeronautico è stata travasata la tecnologia e le lavorazioni che un mezzo da pista richiede. Telaio e forcellone, ricavati dal pieno con fresatrici a controllo numerico, vengono incollati nei singoli componenti con adesivi strutturali per realizzare un insieme rigido, resistente e particolarmente leggero. I materiali compositi, carbonio-kevlar delle sovrastrutture si amalgamano in uno stile prettamente italiano, funzionale ed attraente. E proprio dell’italianità del prodotto fanno la loro bandiera. Il telaio può ospitare i motori Ducati a due e quattro valvole e la componentistica (Freni Brembo, ruote Marchesini, centralina Marelli) e lo stile sono inequivocabilmente nostrani. Infine la domanda di rito: perché Rondine Motor ospite di Garage Italiano? Innanzitutto perché si tratta di un costruttore che fa dell’innovazione un cavallo di battaglia. Perché fanno parte della storia motociclistica italiana poichè affondano le radici fino agli anni ’20 del secolo scorso. E proseguendo perché sono italiani dal primo all’ultimo bullone, perché sono green ma hanno anche concepito e prodotto la RRV1. E infine perché nei loro veicoli c’e’ bellezza, e tecnologia fuse in un design che ci ha ispirati. Serve altro? Assolutamente si! In anteprima, solo per noi di Garage Italiano, siamo riusciti a sapere che la RRV1 avrà un’erede che sarà realizzata su richiesta in un numero limitatissimo di esemplari.  Aspettiamo fiduciosi di poter vedere i primi bozzetti.