mercoledì 27 gennaio 2016

URAL

SOLO ST 750 “QUARTER MASTER” by ICON 1000
Ad uno sguardo poco attento la moto nelle foto potrebbe sembrare la classica BMW due valvole trasformata per andare un po’ ovunque. In realtà è un’URAL Solo ST 750 privata del sidecar e modificata…parecchio!
Per cominciare la parte posteriore è stata soppressa e sostituita con un paio di tubi piegati ad arte così da formare il reggi sella più alto e i nuovi punti di ancoraggio degli ammortizzatori (nuovi, con maggiore escursione, progressivi e pluriregolabili). La parte superiore del telaio (un monotrave come l’originale BMW a cui si ispira) è stato rinforzato al pari del forcellone posteriore; le sospensioni anteriori di serie sono state modificate nell’escursione per equilibrarle al retrotreno e sfruttarne le potenzialità sui terreni accidentati. A conferma delle inclinazioni fuoristradistiche estreme della Quarter Master si possono notare i paracolpi per i cilindri e la piastra sottomotore che funge anche da “slitta” su pietraie e dossi. Se i parafanghi e la sella (piatta) sono realizzati a mano specificamente per questa special colpisce ancora di più il serbatoio le cui forme sono state pensate per poter sfruttare ogni goccia di benzina (osservate bene la parte inferiore all’altezza dei rubinetti). I cerchi a raggi di serie sono stati accoppiati a pneumatici Continental evidentemente tassellati (altra modifica che chiarisce le intenzioni della preparazione). Sterzo specifico più basso e largo e faro anteriore più grosso con rinforzi completano la parte estetica e funzionale dell’Ural. Il motore rimane il bicilindrico raffreddato ad aria e carburatori da 42 cavalli con cambio a quattro marce e finale a cardano. I nuovi scarichi bassi e corti ricordano i tromboncini montati sulle GS Parsi Dakar da corsa (non la versione stock). La colorazione unica per sovrastrutture e telaio è un mix che somiglia alla foschia mattutina degli scenari apocalittici cui s’ispira questa preparazione. E d'altronde non poteva che essere così. Non cercate quindi frecce minimal o clacson o altre diavolerie per la libera circolazione; questa è una motocicletta da apocalisse in puro stile Mad Max. E per concludere una personale riflessione: se si fosse trattato di una special su base BMW avremmo probabilmente storto il naso per l’ennesimo taglia&cuci di un modello fuori produzione e dal valore storico evidente. E invece quasi che l’Ural fosse figlia di un dio minore, questo pensiero non ci ha neppure sfiorati. Anzi si è lodata l’iniziativa di usare questa base in luogo della canonica bavarese. D'altronde al pari del modello originale a cui si ispira, l’Ural è da considerarsi una motocicletta relativamente robusta ed affidabile. E volendoci spingere oltre potrebbe essere davvero il nuovo che avanza: ciò che vorremmo fare su una BMW si potrebbe approntare sulla moto russa con meno timori e più voglia di sperimentare.