venerdì 24 ottobre 2014

INDIAN

CHIEF TRAIN By ROLAND SANDS
Esistono preparatori che sono in grado di miscelare passato e presente nelle loro special. Il loro stile può risultare gradito o meno ma non può essere ignorato.
E quando spunta un sorriso come quello di Roland Sands a cavallo di uno di questi fulgidi esempi di mix non si può far altro che pensare che forse ha ragione lui! Grande interprete delle motociclette americane (dalle Victory da record, passando per Harley-Davidson da circuito fino alle nuove Indian come nel nostro caso) Roland usa sapientemente accessori insieme a pezzi realizzati ad hoc con ispirazioni più antiche. Base di partenza una Indian Chief full dresser da 1811 centimetri cubici completamente rimaneggiata con l’unico scopo di riuscire a costruire  un mezzo con lo stretto indispensabile come le più belle moto da gara degli anni '20, '30 e. ‘40. Per questo motivo intorno al motore è stato costruito un telaio monotrave superiore al cromo molibdeno con doppia culla inferiore (che però somiglia ad un tubo unico) con sospensione posteriore monobraccio rigida e forcella anteriore Paughco Leaf Spring con balestra ed ammortizzatore Fox da mountain bike (si avete letto bene...da mountain bike!). Il motore non è stato modificato granchè ad eccezione dei coperchi camme, del carter della primaria, del filtro aria e degli scarichi due in due (in titanio) marchiati RSD. Anche il cablaggio elettrico è stato ridotto all’osso con l’aiuto dei tecnici Indian. Una particolarità stilisticamente coerente con le moto che hanno ispirato questa preparazione è la coppia di cerchi in lega da 21 pollici color bronzo con pneumatici identici sia davanti che dietro 120/70 (in soldoni alti e stretti) RSD. I freni sono composti da accessori Brembo mentre i manubri sono saldati alla parte superiore della forcella. Realizzate completamente a mano le (poche) sovrastrutture che si limitano al serbatoio (fissato con delle cinghie) ed alla sella. Per la verniciatura si è scelto di mantenere telaio, motore e forcella neri con serbatoio a nudo contornato da un pinstriping che combina i colori classici Indian (rosso e nero) con il logo  realizzato con foglia d’oro. Lascio a voi la scoperta dei mille particolari modificati. Sappiate che rispetto alla motocicletta di serie si sono risparmiate parecchie decine di chili snellendo anche visivamente la silhouette della Chief.  E’ evidente che non si tratta di una preparazione che possono realizzare in tanti e che materiali e tecniche richieste sono quanto meno specifiche. Quello che conta è lo spirito con cui è stata realizzata e lo stile che l’ha ispirata. Forse scomoda, sicuramente essenziale e veloce (per lo meno per i canoni americani) ed in ultima istanza ruvida al punto giusto. Un’ottima base per ispirare progetti anche al di qua dell’oceano.