giovedì 30 ottobre 2014

KTM

KURT CASELLI FOUNDATION  KTM 450 by RSD
Con il debutto cinematografico del seguito del film cult “On any Sunday”, Red Bull e KTM con lo zampino di Roland Sands hanno pensato di realizzare una special che potesse riportare alla mente quelle “domeniche” di oltre quarant’anni fa.
Piuttosto che proporre una moto da flat track o da hill climbing o la classica road racer, Sands e KTM hanno deciso di ricordare il pilota Kurt Caselli scomparso durante la International Baja 1000 del 2013, raccontarne la storia e coinvolgere la fondazione che prende il suo nome. La Kurt Caselli Foundation nasce per sostenere e proteggere i piloti prima durante e dopo la carriera agonistica attenzionandosi alla loro sicurezza ed organizzando eventi affinchè tragedie come quella di Kurt non accadano più. La motocicletta verrà messa all'asta ed il ricavato sarà devoluto alla fondazione. Anche in questo caso Roland ha sapientemente miscelato nuovo ed antico trasformando la KTM 450 SX-F M.Y. 2015 in una desert sled (un mezzo per gare nel deserto), una off-road vintage con le linee semplici delle moto d'epoca. E così pur mantenendo buona parte della componentistica originale (e moderna) della KTM il risultato è spettacolare e reversibile. Telaietto posteriore, parafanghi, pannelli laterali, tabelle porta numero e serbatoio sono stati realizzati a mano utilizzando alluminio e cromo molibdeno riproducendo lo stile e le forme delle Husqvarna degli anni ’70. Sono stati montati alcuni pezzi che Kurt gradiva sulle proprie moto da competizione come il manubrio con una piega particolare e le manopole Renthal, le pedane IMS, le ruote (mix di mozzi e raggi Dubya e cerchi Rk Excel A60 con pneumatici Dunlop) ed una leva del freno più sottile modificata dal suo meccanico. Tutte le protezioni Lightspeed sono state ricavate utilizzando la fibra di carbonio, la sella realizzata a mano da Bitchin Seat Company, lo scarico in titanio su misura da FMF con filtro K&N. La verniciatura della Airtrix che ha seguito le cromie di quegli anni è stata completata con il numero di gara di Kurt (il 66). Aoltre alla lodevole iniziativa ed al lavoro tutto sommato modesto sulla moto (per lo meno per i parametri della RSD), mi colpisce moltissimo lo stile (le tabelle porta numero tonde, soprattutto quella anteriore, mi hanno fatto letteralmente sospirare) e la possibilità di riprodurre lavori simili su motociclette moderne (e non solo) di altre marche.