giovedì 30 novembre 2017

Enduro vintage per tutti i giorni

Con la MdV 300 Borile aggiunge un altro tassello alla sua gamma di modelli che fanno dell’artigianalità, dello stile e della praticità i propri capisaldi.

La vedi in foto e pensi che sia una vecchia enduro (o meglio una “rego”) degli anni ’70. Perché la mascherina e i parafanghi dalle forme caratteristiche ingannano la vista e la mente di chi ha qualche primavera sulle spalle e quelle moto, oltre ad averle ammirate nelle vetrine dei concessionari o su qualche pubblicità dell’epoca, magari le ha pure guidate tra sottoboschi e mulattiere.
Poi però guardi la forcella, così moderna nelle finiture e nelle dimensioni, e ti chiedi se sia un semplice innesto o se quella moto sia più nuova di quanto non pensassi. La realtà (che a volte supera la fantasia…come in questo caso!) è più semplice di quanto non si creda: la MdV 300 è nuova nel senso che è ufficialmente presente nel sito di Borile da poche settimane, ma si rifà a canoni estetici e filosofici di diversi decenni fa. È un enduro vintage che fa della semplicità, della sostanza e dell’artigianalità tre caratteristiche peculiari e che gioca con il peso ridotto (al momento sono 114 chili ma si prevede di scendere a 110 con il modello di serie) per garantire quel divertimento di guida in fuoristrada soprattutto a chi non è un pilota professionista e accusa l’eccessiva deriva verso la specializzazione di alcune motociclette. In sintesi l’accendi e la guidi con il sorriso per tutto il giorno anche in fuoristrada, senza preoccupazioni. Della MdV sono previsti due step produttivi: il primo formato una trentina di esemplari numerati e il secondo dedicato alla grande serie. In entrambi i casi ogni singola motocicletta sarà assemblata a mano con il suo bel telaio a doppia culla sdoppiata formato da tubi 25CrMo4, il forcellone in lega leggera, la cassa filtro integrata nel telaietto, il serbatoio da 12 litri con le guance cromate e il monocilindrico da 299cc raffreddato ad aria e a…carburatore! E si perché in un mondo che ci vuol fare credere che senza l’iniezione elettronica non siamo green, che senza l’ABS cadremmo a ogni accensione della moto, che senza il traction control saremmo disarcionati a ogni accelerata, Borile immola sull’altare della leggerezza e della semplicità (per non dire minimalismo) qualsiasi orpello elettronico considerato non necessario. E udite udite, l’MdV 300 ha l’omologazione Euro 4, a riprova che meno a volte è meglio. E a questo punto ci chiediamo se per caso ci stanno prendendo in giro e piuttosto che puntare sulla leggerezza per consumare e inquinare meno e divertirci di più, ci vogliono tutti tristi e cicciottelli e controllati da piccoli pezzetti di silicio? Per rispondere basterebbe accendere questa Borile da 30 cavalli, che sfrutta un silenziatore piccino e di carbonio (ricordate? Semplicità e leggerezza contro il logorio della vita moderna!) e vedere l’effetto che fa. Perché noi l’abbiamo definita enduro vintage ma abbiamo sottinteso “nata dalla passione”. E a questo punto spiegateglielo voi alle nuove generazioni, tutte smartphone e connettività, che MdV sta per “Motorea da Vecioti” e che in realtà servirebbe ai primi per scoprire cos’è la vita godereccia e reale e ai secondi per non dimenticarne il sapore!





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