domenica 16 ottobre 2016

DUCATI 939 SS

SUPERSPORT O SPORT TOURING?
Oltre al fatto che i ducatisti con qualche primavera alle spalle attendevano con ansia il ritorno di questa storica sigla (moto maschie, dure e pure, sportive e rigide e con motori potenti ma raffreddati ad aria), il dubbio su che tipo di motocicletta sia la nuova 939 SS rimane: Supersport o Sport Touring? O entrambe le cose?
Diciamo subito che, guardando alla passata produzione, si potrebbe trattare dell’anello di congiunzione (evoluto) tra la serie ST e la serie SS miscelato con il Monster, ma questo non basta a definire un vero e proprio nuovo concetto di sport che Ducati vuole lanciare (o rilanciare?) sul mercato. Già perché nella Supersport convivono egualmente sportività all’italiana e comfort che convergono verso un piacere di guida polivalente in base alle situazioni. E i dati tecnici lo confermano: 210 chili uniti ai 113 cavali del Testastretta 11° (garanzia di coppia vigorosa a tutti i regimi) sono un biglietto di presentazione quantomeno esplicito. C’è poi la linea dinamica e versatile, compatta e leggera, sportiva ma al contempo elegante che integra elementi tipici delle sportive Ducati come il forcellone monobraccio, il serbatoio scultoreo e il silenziatore laterale compatto a due uscite sovrapposte, che lascia completamente a vista il cerchio posteriore dal disegno a “Y” delle razze. Rimane quindi il family feeling di Borgo Panigale ma addolcito e rivisto dove necessario per la nuova declinazione. Per esempio se il frontale è dominato da un faro evidentemente ispirato dalla Panigale, la volontà di garantire un fascio luminoso ampio ha richiesto la riprogettazione dell’elemento, allargandolo in basso e prolungandolo all’indietro. Il cupolino, poi, affilato e aerodinamico è anche regolabile in altezza fino a 50 millimetri e il serbatoio smilzo (ma non troppo) da 16 litri garantisce un’autonomia consona a confermare l’attitudine al viaggio. C’è tutto in questa 939 Supersport: dalla ricca dotazione elettronica degna di una Panigale R, al telaio a traliccio derivato dall’esperienza nelle competizioni che sfrutta il motore come elemento strutturale, passando per la forcella Ohlins (sulla versione S) da 48 millimetri abbinata al mono-ammortizzatore Sachs. La quadra del cerchio quindi? Si, no, forse. Anche con intervalli di manutenzione relativamente touring (cambio olio ogni 15.000 Km o 12 mesi e controllo gioco valvole ogni 30.000 km) e nonostante il blasone del marchio, abbiamo sentito spesso la frase “troppo cara” riferito alla Supersport. In verità i quasi 15.000 euro necessari per portarsi a casa la versione S Star White Silk non riteniamo siano eccessivi. Il vero problema, forse, è la concorrenza che pur con prezzi allineati riesce ad essere recepita in modo più chiaro. E qui si torna alla domanda iniziale: la Ducati 939 Supersport è una sportiva o una touring?