lunedì 3 ottobre 2016

HARLEY AND THE DAVIDSONS

LA DOCU-FICTION CHE VI FARA’ SOGNARE
Definirlo documentario sarebbe eccessivo, ma chiamarla fiction sarebbe altrettanto riduttivo. Harley and the Davidsons (con la “S” finale per indicare il trio di fratelli) è un prodotto eccellente, creato per il grande pubblico (ma gradevole anche per il purista), ben realizzato e ricco di strepitose sequenze ricreate anche con mezzi originali dell’epoca.
Si tratta di un lungometraggio (diviso in tre parti  basato sulla vera storia dell’Harley-Davidson durante un periodo di grandi cambiamenti sociali e tecnologici e che ha avuto inizio alla fine del ventesimo secolo. I protagonisti rischieranno tutto ciò che posseggono per creare la loro azienda. Ognuno di loro sarà posto di fronte a sfide molto diverse e la moto, fil rouge della storia, unirà i loro sogni e ambizioni che li porteranno a diventare costruttori di motociclette iconiche e senza tempo. Alla fine il racconto diventa anche il pretesto per tagliare trasversalmente anni di cultura e cambiamenti sociali dell’intero genere umano. Trattandosi, però, di un prodotto per il piccolo schermo ha ricevuto un’impostazione evidentemente romanzata di alcuni episodi. Volendolo paragonare a qualcosa di già esistente, potrebbe essere identificato come una via di mezzo tra il fin troppo fantasioso telefilm “Enzo” dedicato alla vita di Ferrari e il ben più realistico “Rush” basato sulla storica rivalità tra Hunt e Lauda. Harley and the Davidsons è molto più vicino al secondo per attinenza con i fatti reali e per l’attenzione ai particolari (anche tecnici) della storia del costruttore americano, ma con un piccolo neo. L’Indian, la storica rivale dell’Harley-Davidson, viene presentata come la necessaria nemesi affinchè il pubblico possa identificarsi e patteggiare per i reali protagonisti di questa docu-fiction. Va reso merito a chi l’ha pensata e prodotta, d’aver creato un precedente (positivo) su cui la cinematografia ha da qualche tempo iniziato ad investire (sono in cantiere film su Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini), sfruttando sicuramente la leggenda e la storia completa e complessa dell’Harley-Davidson fatta di sconfitte e vittorie, di cadute e risalite. L’augurio è che possa essere l’inizio per un interessamento da parte di Hollywood (ma non solo) per la realizzazione di altri film e telefilm di medesimo argomento. D'altronde pur avendo apprezzato la vasta filmografia dedicata al mondo delle due ruote e alla sua cultura, è evidente la mancanza di prodotti come questo.