giovedì 15 marzo 2018

Honda XL600R “Dirt Trooper” by Herencia Motor Company

Trasformazione di una enduro mono anni ’80 in una special fuori dagli schemi e dalle mode, in grado di sopravvivere anche a un attacco alieno!
Una XL600R trasformata per sopravvivere a un attacco della Morte Nera e per destreggiarsi anche nel traffico cittadino terrestre, ecco a cosa si pensa quando si guarda la Dirt Trooper, special realizzata sulla base di una Honda XL600R dell’86 dalla factory argentina Herencia Motor Company. Di per se l’endurona monocilindrica è in grado di resistere alle bombe di un attacco nucleare per quanto è affidabile e robusta; le esperienze dakariane l’hanno resa un mulo indistruttibile in grado di raggiungere il traguardo della maratona africana dopo migliaia di chilometri percorsi tra sassi e sabbia senza problemi meccanici.
Quello che invece divide i motociclisti moderni è il look dal momento che c’è chi lo apprezza e chi invece lo trova un po’ datato. Per questo motivo Federico Lozada e German Karp, che gestiscono il ramo motociclistico della Herencia, hanno pensato di modificarla seguendo strade nuove sia per loro che per l’odierno mondo della customizzazione, proponendo al cliente/committente qualcosa di mai visto. Sfruttando una moto vissuta ma in buono stato ex polizia e diversi componenti che di fatto erano avanzi di precedenti customizzazioni, hanno creato un mezzo trasversale in grado d’adattarsi a qualsiasi terreno. Dal momento che meccanica e ciclistica erano sostanzialmente in ordine il team ha modificato la porzione posteriore del telaio innestando il corrispettivo elemento proveniente da una Triumph Scrambler e liberato il sistema di scarico con un silenziatore Ducati. Il grosso del lavoro è stato fato sulle sovrastrutture a partire dall’incredibile serbatoio ottenuto saldando su un’unità BMW R100 la parte superiore di un paio di taniche di metallo. Il resto sono principalmente dettagli come i fari LED con l’anteriore caratterizzato da una “batteria” di tre elementi sovrapposti molto scenici e allo stesso tempo utili, la strumentazione sostituita da un’applicazione visibile sullo smartphone che gode di un alloggiamento dedicato, i portapacchi anteriore e posteriore, la sella Triumph e la curiosa scatola sulla sinistra che ospita la batteria. Il tocco finale è la verniciatura che gioca su due colori: nero (poco) e sabbia (tantissimo). L’effetto finale è perfetto perché rende esattamente l’idea di una moto militaresca ma non marziale, robusta ma non solamente pragmatica, viaggiatrice ma comunque capace di svicolare anche nel traffico cittadino, affidabile ma per nulla noiosa, di moda ma fuori dagli schemi. E se consideriamo che l’XL600R non è il santo Graal delle moto, che i prezzi dell’usato sono ridicoli e paragonabili a quelli di uno scooter nuovo di piccola cilindrata e che una trasformazione come quella della Herencia non richiede grossi interventi che un buon saldatore non sia in grado di fare, allora è facile ipotizzare che qualcuno di voi stia già sfogliando avidamente tra gli annunci dell’usato.  









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