venerdì 28 luglio 2017

IL BELLO E IL BRUTTO DEI TEMPI MODERNI

Per chi non può permettersi una Triumph originale, la Kawasaki rappresenta la migliore alternativa per realizzare una special da fuoristrada in stile anni ’60.

Ogni medaglia ha il proprio rovescio. Una volta esistevano gli LP e per “scambiarsi” clandestinamente i bootleg si usavano le musicassette. Girare per negozi (di dischi o di vestiti poco importa) era una scusa per “scappare” dalle urgenze scolastiche e familiari…e in ultima istanza anche per uscire con la passione del momento. Riuscire a possedere una motocicletta (o anche un più umile ciclomotore) era la sublimazione della libertà conquistata, che odorava di benzina super, rossa e a 98 ottani e che scombinava i capelli già a 30 chilometri orari (perché il casco non era ancora obbligatorio).
Oggi siamo tutti super connessi, le canzoni le ascoltiamo in streaming senza possederle, gli acquisti li facciamo virtualmente senza toccare con mano la merce preventivamente per testarne la qualità e per gli spostamenti usiamo applicazioni che ci fanno scarrozzare da perfetti sconosciuti (in attesa di poter acquistare un’automobile che si auto piloti così da non dover neppure affrontare l’imbarazzante silenzio tra umani che non si conoscono). Per fortuna però non tutto è perduto. La modernità ha anche portato molti vantaggi tra cui le jappo ispirate alle moto inglesi degli anni ’50 e ’60 come, per esempio, la Kawasaki W650 gemella “diversa” della Triumph Bonneville originale. A questo punto le opzioni sono due: o siete tipi da Amazon, Uber e Spotify e allora ne comprerete una per fare i fake all’apericena oppure siete degli appassionati che trasformano questi tipi di moto in robette serie e gustosissime trovando ispirazione nelle versioni originali che per ovvie ragioni (leggasi soldi) non potete permettervi. Nel primo caso fermatevi qui, non andate oltre nella lettura perché probabilmente non ne capireste il senso. Ma se rientrate nella seconda categoria…avrete già capito dove andremo a parare e avrete già l’acquolina in bocca. L’hanno chiamata Fuel Catalina GP ed è una realizzazione della Fuel Motorcycles sulla base di una Kawa W650 del ’99…ma non si direbbe proprio! Incredibilmente pochi ritocchi hanno trasformato la giapponese in una perfetta moto da deserto grazie alla nuova sella più imbottita che fa il paio con un manubrio più alto e crossistico, ai parafanghi corti e nude look e allo scarico sdoppiato e rialzato che a dispetto delle apparenze è pure silenziato (il giusto) dai DB Killer. Fari e frecce sono stati sostituiti con altri elementi più piccoli e meno invasivi soprattutto a livello estetico. Per il resto trattandosi di un mezzo che sarebbe davvero andato a correre nel deserto sono stati montati nuovi ammortizzatori posteriori YSS a lunga corsa e con un sistema di regolazione sviluppato da HFS che combina i vantaggi di molle progressive e ad aria con il plus della regolazione della pressione in base al peso del guidatore e di eventuali passeggeri e relativi bagagli. Oltre alle sospensioni posteriori sono stati montati una robusta piastra para colpi in acciaio inox sotto al telaio, un telaietto supplementare per agganciare delle borse laterali e pneumatici specifici sui cerchi a raggi di serie (Heidenau K67 da 19 pollici davanti e Michelin T63 da 18 dietro). Il resto dell’effetto “vintage” lo fanno la verniciatura e le decals d’epoca; tutto il resto è di serie…e si stenta a crederlo! A questo punto se siete arrivati fino a qui, possiamo supporre che con la mano destra stiate già scrollando sul vostro smartphone alla ricerca di una W650 usata a buon mercato tra le migliaia disponibili sul web; perché, come dicevamo all’inizio, ogni medaglia ha due facce e questa è quella bella della moderna tecnologia.