venerdì 28 luglio 2017

MOTO GUZZI V9

La gamma V9 si evolve nel segno del comfort con nuovi particolari dedicati che rendono la Roamer e la Bobber ancora più comode ed emozionanti.


Nella storia lunga quasi un secolo di Moto Guzzi, le motociclette custom non rappresentano certo una novità: fanno infatti parte di questo segmento alcuni dei modelli più conosciuti, amati e diffusi della produzione di Mandello, tra i quali l’indiscussa regina è la California. Proprio nel solco della tradizione, e del successo, ottenuto da questo modello nato nel 1971, Moto Guzzi progettò e costruì modelli di cilindrata media, adatti a coprire le richieste di una fascia di utenti in notevole aumento. Come la V35 Custom del 1979, sostituita poi dalla più prestante V50, a sua volta rimpiazzata dalla V65 Florida, passando poi per la famosa e apprezzata Nevada, nata nel 1989 sulla base collaudata della V75 del 1985.
Fino ad arrivare, nel 2007, alla moderna e stilosa Bellagio. Sono tre le caratteristiche imprescindibili che, nascendo da una cultura motociclistica unica al mondo, hanno attraversato le generazioni di tutte le custom Moto Guzzi:

- il design fortemente personale, nel quale la particolare e unica configurazione del motore gioca un ruolo stilistico determinante, sempre al centro della scena, così come il sinuoso serbatoio e gli scarichi bassi;
- il mitico motore bicilindrico trasversale a V di 90°, introdotto nel 1967;
- il piacere di guida in ogni condizione, concesso dalle riconosciute superiori qualità ciclistiche proprie di tutte le Moto Guzzi capaci di rapire il cuore di generazioni differenti di utenti lungo le strade di tutto il mondo.

La stessa cultura motociclistica anima le due motociclette di Moto Guzzi. V9 Roamer è la custom universale facile e intuitiva, magnifica da esibire e appagante da guidare, ricca di dettagli unici e finiture da fuoriclasse. L’animo più scuro e notturno si chiama invece V9 Bobber, caratterizzata dai grossi pneumatici e dal look total black. Le V9 M.Y. 2017, frutto del continuo perfezionamento che Moto Guzzi dedica alle sue moto, sono ora contraddistinte da una maggiore differenziazione, con due personalità nettamente distinte: una più turistica e l’altra più sportiva. Entrambe si evolvono nel segno del comfort e dell’attenzione alle lunghe percorrenze, introducendo differenti posizioni di guida, selle più comode e una intera gamma di accessori dedicata al turismo. Con così espliciti riferimenti di stile e tecnologia presenti in tutta la storia di Moto Guzzi, le due V9 non potevano che essere bellissime, divertenti e sicure. In particolare, il massimo sforzo di Moto Guzzi si è concentrato sulla definizione di un design che valorizzasse le scultoree forme del bicilindrico 850 made in Mandello. Inoltre grande attenzione è stata posta alla qualità percepita: V9 Roamer e V9 Bobber sono costruite con una cura eccezionale delle finiture e della componentistica. Un nuovo modo di concepire la motocicletta di media cilindrata. Sfiorando le superfici, il tatto percepisce l’ampio uso di materiali nobili come l’acciaio e l’alluminio, mentre le parti in plastica sono ridotte al minimo indispensabile. Il serbatoio a goccia, in metallo su entrambe le V9, dalla capacità di 15 litri, è rifinito con una pregiata verniciatura su cui è applicato il logo Moto Guzzi, protetto da vernice trasparente. Anche il parafango anteriore e il posteriore sono in metallo. In leggero alluminio sono realizzati invece i fianchetti laterali, il tappo della benzina e le leve di freno e frizione; anche gli ergonomici blocchetti elettrici hanno i gusci rifiniti in alluminio, così come sono in alluminio le pedane del pilota. I collettori di scarico in acciaio sono protetti da un secondo tubo, il quale, creando un’intercapedine d’aria, contribuisce ad abbassare il calore emanato e a preservare le superfici esterne. Curatissime sono le finiture delle saldature del telaio e la qualità della verniciatura dello stesso, così come sono certosini i dettagli che caratterizzano il bicilindrico trasversale a V di 90°, non solo nelle fusioni, ma anche nella sua tinta nero opaco che esalta i marchi Moto Guzzi fresati sui coperchi delle teste in alluminio. Due motociclette da osservare nell’intimo dei loro particolari, da toccare con mano e in grado di trasmettere tutta la tradizione e la cultura costruttiva tipica dei migliori manufatti Moto Guzzi. Una delle caratteristiche che hanno decretato il successo delle custom lariane è sempre stata la polivalenza. La grande California così come la più piccola Nevada hanno accompagnato i guzzisti nelle trafficate aree cittadine e, con qualche accorgimento in più per i bagagli, anche nei viaggi lunghi e avventurosi. Affascinante, facile, comoda e appagante nella guida, come tutte le Moto Guzzi, V9 Roamer è la custom italiana dedicata ai cittadini del mondo. Il Centro Stile del Gruppo Piaggio ne ha sviluppato il design, anche grazie agli input forniti dal PADC (Piaggio Advanced Design Center) situato a Pasadena (California), laddove nascono le tendenze motociclistiche che poi si diffondono ovunque. V9 Roamer rappresenta al meglio la capacità di abbinare uno stile classico ed essenziale a finiture di elevato livello, esaltando al contempo l’architettura unica del bicilindrico 850. Curatissimi nel dettaglio sono i cerchi ruota (da 19” l’anteriore e da 16” il posteriore) verniciati in nero opaco e trattati con una finitura diamantata, così come la strumentazione digitale multifunzione dal singolo quadrante circolare. Sulla V9 Roamer aumenta il comfort a bordo, grazie a una differente posizione di guida, dettata da pedane di pregevole fattura arretrate di 100 mm e rialzate di 35 mm. Il vantaggio è duplice: la postura in sella è più attiva e decontratta, ideale quindi per sfruttare al meglio le qualità ciclistiche e al contempo aumenta lo spazio e l’abitabilità anche per i motociclisti di più elevata statura. È nuova anche la sella - caratterizzata dalle ricche imbottiture ben evidenziate dalle cuciture - ora più lunga e più confortevole sia per il pilota sia per il passeggero e impreziosita dal logo Moto Guzzi cucito con filo grigio. L’altezza da terra è di soli 785 mm ed è abbinata a un manubrio rialzato cromato, molto comodo da impugnare. La nuova triangolazione offre così a tutti i motociclisti comodità in marcia, facilità di gestione del veicolo da fermo e feeling nella guida dinamica. Moto Guzzi V9 Roamer raccoglie quindi l’eredità lasciata dalla mitica Nevada 750, rimasta in gamma, con opportuni aggiornamenti, per oltre un ventennio, e ambisce a diventare una piccola granturismo, se allestita con i nuovi accessori originali pensati per il viaggio, come il più ampio parabrezza, l’inedito portapacchi con schienalino removibile e il set di borse dedicate. Tra gli accessori è presente anche il kit di pedane avanzate, che ripristina la posizione di guida della prima serie di V9 Roamer. L’evoluzione apportata sui modelli V9 2017 è disponibile anche per le V9 del 2016. La nuova sella e le pedane, elementi decisivi della nuova ergonomia, sono infatti proposte come optional e installabili anche su V9 Roamer prima serie. Continua anche su V9 la felice tradizione di Moto Guzzi di contenere il peso complessivo a livelli minimi. Se già V7 III e California 1400 sono tra le più leggere dei rispettivi segmenti di appartenenza, su V9 il peso in ordine di marcia di 199 kg è un vero e proprio record della classe. La massa ridotta, unita alle splendide qualità ciclistiche di V9 Roamer e alla grande coppia ai bassi regimi offerta dal bicilindrico 850, regala feeling, maneggevolezza ed emozioni di guida uniche. V9 Roamer è la vera “motoleggera” di media cilindrata, dedicata non solo a chi ama e conosce la cultura motociclistica di Moto Guzzi, ma anche a coloro che hanno sempre apprezzato il design delle motociclette custom, ma non si sono mai avvicinati a causa del peso elevato e della scarsa maneggevolezza di quasi tutte le interpreti del settore. La declinazione di V9 Bobber evoca concetti quali l’essenzialità delle forme, la purezza del design e di conseguenza un certo contenuto di originale sportività, sottolineato anche dal look total black opaco. È la custom sportiva di Moto Guzzi, che effettivamente inaugura il segmento dei bobber di serie di media cilindrata, ove attualmente V9 è l’unica rappresentante. I bobber sono nati negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra dalla mano di appassionati piloti e si caratterizzavano per l’eliminazione di ogni particolare superfluo che non servisse per correre veloci sulle piste di terra battuta. Per gareggiare in queste condizioni i corridori erano soliti montare pneumatici oversize, che garantivano un’ampia impronta a terra. In linea con tale stile, V9 Bobber abbandona qualsiasi cromatura e verniciatura brillante per sposare dettagli neri opachi. Scuri come la notte sono quindi i fianchetti e il serbatoio del carburante, con l’unica concessione di alcuni richiami grafici in giallo o in rosso opaco. Sono verniciati in “dark matt” anche il gruppo di scarico, gli specchietti ed entrambi i parafanghi in metallo. Quello posteriore è stato accuratamente accorciato e ridotto nelle dimensioni, oltre a prevedere un gruppo ottico molto compatto, contribuendo fortemente alla realizzazione del look minimale di V9 Bobber. I cerchi ruota neri opachi, entrambi da 16 pollici, sono finemente decorati col logo Moto Guzzi in grigio; quello anteriore calza un pneumatico dalla spalla maggiorata (130/90). Anche con questa spettacolare gommatura, dal design caratterizzante, la moto mantiene eccezionali doti di piacere di guida e di maneggevolezza. V9 Bobber infatti è una vera Moto Guzzi, e come tale non sacrifica nulla della guidabilità a favore dell’estetica. V9 Bobber MY 17 differisce da V9 Roamer anche per la posizione di guida più raccolta e sportiva, offerta dal manubrio basso drag bar verniciato nero e dalle pedane in alluminio arretrate di 100 mm e rialzate di 35 mm. La scelta tecnica garantisce una postura più attiva e decontratta e assicura più spazio e abitabilità a bordo, anche per i motociclisti di statura più elevata. Anche per V9 Bobber il kit di pedane avanzate è disponibile come optional, mentre pedane e sella della nuova serie sono applicabili ai modelli 2016, così da rendere disponibile a tutti i possessori di V9 la nuova ergonomia. La generazione MY 2017 di V9 Bobber, malgrado il grintoso look monoposto, è pronta e omologata per accogliere il passeggero. La nuova sella per il pilota è più imbottita e comoda ed è presente di serie la porzione dedicata al secondo. Pedane e sella del passeggero sono facilmente amovibili per rendere V9 Bobber davvero monoposto. La distanza dal suolo della seduta si attesta a soli 785 mm, e se a questo si aggiunge il peso complessivo ridotto a 199 kg in ordine di marcia, si può facilmente immaginare quale sia il livello di comfort, controllo e piacere di guida che V9 Bobber è in grado di offrire. Le versioni MY 2017 di Roamer e Bobber sono equipaggiate con l’unità motrice Moto Guzzi di 850 cc, come sempre costruita nello stabilimento di Mandello del Lario. Si tratta naturalmente di un bicilindrico trasversale a V di 90° raffreddato ad aria e olio, schema che contraddistingue tutta l’attuale produzione motoristica Moto Guzzi, seppur con differenti cilindrate e prestazioni, in grado di garantire dinamica di guida e sound unici. È stato sviluppato con l’esplicito obiettivo di elevare al massimo la coppia e l’elasticità, aspetti fondamentali per assicurare piacere di guida e divertimento su strada. Partendo dalla parte bassa del motore, il basamento in alluminio irrigidito nei punti nevralgici, adotta una efficiente coppa dell’olio e un albero motore calibrato nelle inerzie per restituire vivacità e il giusto freno motore. Al suo interno il sistema di lubrificazione è disegnato per smaltire la maggiore capacità termica e ridurre gli assorbimenti di potenza a vantaggio sia delle prestazioni sia della riduzione dei consumi di carburante. È previsto un sistema di ventilazione che riduce le perdite di potenza dovute al pompaggio all’interno delle camere di manovella e una pompa dell’olio a portata ridotta in grado di assorbire meno potenza. È inedito il condotto di aspirazione della pompa dell’olio, così come la relativa valvola di by-pass; inoltre sono utilizzati getti olio di raffreddamento del pistone dotati di valvola di controllo e gestione del flusso. È inedito anche il coperchio dell’alternatore che ora integra l’uscita dei gas di blow-by. Nella parte alta del motore, teste, pistoni e cilindri in alluminio sono studiati per sfruttare al meglio le caratteristiche del propulsore. La cubatura è ottenuta grazie a valori di alesaggio e corsa rispettivamente di 84x77 mm. La distribuzione è comandata da un sistema ad aste e bilancieri e adotta 2 valvole per cilindro disposte in maniera inclinata nella testa. L’alimentazione si affida a un sistema d’iniezione elettronica monocorpo Marelli, gestito dalla specifica centralina elettronica. Degna di nota è la presenza nelle teste dell’ingresso del sistema di aria ausiliaria, il quale, abbinato al catalizzatore trivalente, alla doppia sonda Lambda e alla totale progettazione del motore, permettono al twin 850 Moto Guzzi di rispettare la normativa antinquinamento Euro 4. L’unità è capace di esprimere 62 Nm di coppia a soli 3.000 giri/min, con una potenza massima di 55 CV a 6.250 giri/min, valori che dimostrano l’impegno di Moto Guzzi nel raggiungere elevati livelli di coppia già ai bassi regimi di rotazione. Questo propulsore vanta carattere e prontezza sorprendenti, che contribuiscono a un’esperienza di guida davvero eccitante. È disponibile la versione depotenziata, in linea con le limitazioni della patente A2 e ideale per i nuovi guzzisti, che possono contare anche sul peso complessivo ridotto a livelli record e sulla generale facilità di guida di entrambe le V9. Un altro aspetto innovativo del motore 850 Moto Guzzi è la frizione monodisco a secco dal diametro di 170 mm, che consente di avere una perfetta trasmissione della coppia e della potenza senza nessuno strappo o esitazione. Aumenta in questo modo la robustezza e l’affidabilità nel tempo e diminuisce il carico sulla leva al manubrio, a vantaggio della modulabilità e del comfort di guida. Il cambio a sei marce, precisissimo e morbido negli innesti, beneficia di una inedita rapportatura sviluppata per sfruttare al meglio le caratteristiche di coppia e potenza del motore. La trasmissione finale si affida a un albero cardanico a doppio giunto disassato dalle dimensioni maggiorate e dalla robusta coppia conica, che garantisce solidità e affidabilità nella gestione della gran coppia fornita dal bicilindrico. Anche il forcellone in alluminio fuso è stato disegnato e dimensionato per supportare le prestazioni del motore, oltre che per ospitare il pneumatico da 150 mm. Carlo Guzzi fu probabilmente il primo a intuire l’importanza di una ciclistica che fosse in grado di sfruttare tutte le potenzialità del motore e di un comparto sospensioni capace di copiare al meglio le imperfezioni del manto stradale. La Norge GT del 1928 infatti è stata la prima motocicletta ad adottare un “telaio elastico”, dotato di sospensione posteriore e anteriore, con enormi vantaggi nella sicurezza e nel piacere di guida. La tradizione Moto Guzzi è ricca di modelli riconosciuti per le superiori qualità ciclistiche: nell’ambito delle motociclette custom, è il caso di menzionare proprio la California, la quale, con il nome di V7 Police, vinse nel 1970, dopo una serie durissima di test, la selezione per entrare nella squadra della LAPD (Los Angeles Police Department). Forte di questa tradizione, Moto Guzzi costruisce oggi motociclette come V7 III e la flotta delle grandi 1400, che costituiscono veri punti di riferimento per guidabilità nei rispettivi segmenti di appartenenza. Un altro gioiello di Moto Guzzi per piacere di guida ed efficacia è proprio V9. Il telaio a doppia culla scomponibile in tubi d’acciaio permette un’ottimale distribuzione del peso del motore sull’asse anteriore e posteriore, regalando così guidabilità ed equilibrio dinamico tipici di tutte le moto costruite a Mandello del Lario. È stata riposta particolare attenzione alla parte anteriore, che presenta fazzoletti di rinforzo nella zona del cannotto di sterzo e inedite quote di inclinazione e avancorsa, per ottenere una perfetta combinazione tra maneggevolezza e stabilità, oltre a precisione e feeling nella guida brillante. Inoltre tutta la struttura ha beneficiato di un’operazione di cura e finitura dei particolari, comprese le saldature e la verniciatura. Le sospensioni sfruttano una forcella a steli tradizionali dalla lunga escursione (130 mm) e una coppia di ammortizzatori Kayaba regolabili nel precarico molla, collegati al telaio in modo da restituire una risposta progressiva e controllata in ogni condizione. L’impianto frenante è dedicato a V9: all’avantreno adotta una pompa e una pinza Brembo a 4 pistoncini contrapposti che lavora su un disco in acciaio da 320 mm; al retrotreno è presente un disco da 260 mm e una pinza flottante a due pistoncini, messa in funzione da una pompa con serbatoio integrato. Come tutte le recenti Moto Guzzi, anche V9 vanta una ricca dotazione di evoluti sistemi elettronici, inseriti nel veicolo in maniera molto discreta, rendendo la guida più sicura e facile. Di serie è un evoluto ABS a due canali, non invasivo nella guida brillante, ma in grado di impedire il bloccaggio delle ruote quando davvero serve e l’ormai noto MGCT (Moto Guzzi Controllo di Trazione), l’avanzato sistema di controllo della trazione di Moto Guzzi integrato con la gestione elettronica del motore e regolabile in due differenti livelli di intervento e disinseribile, che garantisce la migliore aderenza del pneumatico posteriore su qualsiasi fondo stradale, limitando la coppia motrice ove necessario attraverso una riduzione dell’anticipo del motore. Di serie sono anche l’antifurto immobilizer e la presa USB situata sotto il cannotto di sterzo, utile per la ricarica di device esterni. Coerente con lo stile delle due V9 è anche la strumentazione elettronica, formata da un unico quadrante circolare. La scala del tachimetro è analogica, mentre tutte le altre informazioni sono racchiuse nel riquadro digitale: odometro, trip parziale e daily trip (si azzera automaticamente dopo otto ore dall’ultimo spegnimento), tempo del trip, consumo istantaneo e medio, orologio, temperatura esterna, velocità media, livello del MGCT, oltre all’indicatore della marcia inserita e di cambiata, il cui valore di giri minimo e massimo è regolabile dall’utente. In questo modo si può tenere sotto controllo un range di giri determinato del motore, ad esempio per effettuare al meglio il rodaggio, oppure per ridurre al minimo i consumi di carburante. Nel ricco catalogo di accessori dedicati è presente la MG-MP, la piattaforma multimediale di Moto Guzzi che collega lo smartphone al veicolo fornendo una quantità eccezionale di informazioni utili al viaggio. Per Roamer e Bobber è disponibile come optional la piattaforma multimediale a servizio del pilota di Moto Guzzi. MG-MP è l’innovativo sistema multimediale capace di connettere la moto allo smartphone e conseguentemente alla Rete. Con questa applicazione, scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play, lo smartphone (iPhone o Android) diviene un vero e proprio sofisticato computer di bordo multifunzione e l’anello di connessione tra veicolo e Internet. La connessione wireless consente di visualizzare simultaneamente sullo schermo dello smartphone una serie di informazioni del veicolo, in modo da avere costantemente sempre sotto controllo i parametri di viaggio. Il touch screen dello smartphone permette di visualizzare cinque parametri per volta, scelti a piacere in un vasto menu, tra cui tachimetro, contagiri, potenza istantanea, coppia istantanea, consumo istantaneo e medio, velocità media e voltaggio batteria, accelerazione longitudinale e trip computer esteso. La funzione “Eco Ride” aiuta a limitare i consumi e a mantenere una condotta di guida eco-compatibile, fornendo una valutazione sintetica dei risultati ottenuti durante il viaggio. È possibile registrare i dati dei viaggi e rivederli sul computer o direttamente sullo smartphone, analizzando il percorso effettuato insieme ai parametri di funzionamento del veicolo. Inoltre il sistema permette di ritrovare facilmente il veicolo quando viene parcheggiato in un luogo sconosciuto, salvando automaticamente la posizione in cui è stato spento. MG-MP include la funzione “Grip Warning” che replica per la massima visibilità le indicazioni sul funzionamento del controllo di trazione e fornisce in tempo reale informazioni sulla propria condotta di guida in relazione alle condizioni del fondo stradale. Una spia dedicata avvisa in caso di eccessivo sfruttamento dell’aderenza disponibile. Grazie all’uso sinergico dei giroscopi e delle informazioni provenienti dal veicolo, lo smartphone si trasforma in un sofisticato strumento di misura dell’angolo di piega in curva grazie ad algoritmi appositamente sviluppati per questa Moto Guzzi. È possibile impostare le soglie limite sia per l’angolo di piega, sia per velocità di percorrenza e giri motore, il cui superamento viene indicato dall’accensione delle relative spie o dal lampeggio del cruscotto virtuale. Le varianti cromatiche sono tre con finiture lucide per la Roamer (Giallo Solare con accattivante grafica nera su parafanghi e serbatoio; Bianco Classico con elegante grafica rossa su parafanghi e serbatoio; Rosso Rubino con grafica bianco perlato sul serbatoio e parafanghi) e due con finitura totalmente opaca per la Bobber (Nero Massiccio con grafica gialla a scacchi su parafanghi e serbatoio e Grigio Sport con grafica rossa a scacchi su parafanghi e serbatoio).