martedì 29 luglio 2014

BMW R100 by CAFE’ RACER DREAM

#52
Dopo la #51 ecco la #52. Nate quasi contemporaneamente divergono per il risultato finale. In realtà devo ammettere che le realizzazioni su base BMW mi fanno impazzire. Una volta erano snobbate perché quei cilindri erano troppo…sporgenti, la linea troppo poco…sportiva e le ruote troppo….strette e grandi di diametro. Una volta si preferivano le jap da scarenare e trasformare in naked, con retrotreni altissimi (al limite della decenza e della funzionalità), manubri larghi e pedane che angolavano eccessivamente le gambe. Poi ci si è rinsaviti e si è capito che, forse, il piacere della guida era superiore al centesimo guadagnato sul rivale di turno. Si è tornati al gusto per le special belle da vedere e da guidare, magari più lente e pesanti di certe giapponesi ultimo modello, ma in fondo con più carattere e qualche cavallo (che spesso si imbizzarriva) in meno. Probabilmente tra qualche tempo si comincerà a guardare con più attenzione alle Moto Guzzi (che per ora sono appannaggio di nicchie di veri amanti del marchio) ed a rastrellare le ex polizia e carabinieri e tutte le V35, 50 65 e 75 che si troveranno in giro (in realtà qualcosa di simile stà già avvenendo ma non sono ancora venuti i tempi dei prezzi folli e delle customizzazioni in ogni officina). Nel frattempo mi godo queste special su base BMW che si stanno rivelando delle vere all terrain se ben preparate. La base di partenza della #52 è una R 100 del 1981 (quindi con meno “roba” da eliminare rispetto alla #51) a cui il committente ha voluto donare un tocco special ma più tradizionale rispetto alla sorella bobberizzata. Anche in questo caso si è subito eliminato il “non necessario” compreso il telaietto posteriore (grazie BMW per averlo imbullonato e non saldato!) sostituito con un elemento simile alla #51 ma poco più ampio per poter ospitare una sella marrone più spessa e comoda per due (in questo caso le pedane passeggero sono state riposizionate con staffe agganciate al nuovo telaietto). Anche i parafanghi sono stati realizzati entrambi appositamente per questa special: più alto al posteriore con gruppo frecce/stop e portatarga integrati, più basso ed aderente all’anteriore (sostenuto da archetti specifici). La forcella è stata mantenuta standard mentre dietro sono stati montati nuovi ammortizzatori Ohlins. Nel caso della #52 l’intero impianto elettrico è stato aggiornato e semplificato, consentendo di riposizionare alcuni elementi ingombranti (come la batteria). La strumentazione è stata sostituita con un singolo elemento della MMB più piccolo rispetto agli elementi originali. Anche per la #52 cerchi e freni rimangono di serie con l’unica modifica degli pneumatici che in questo caso sono dei Coker Diamonds. Molti accessori (manopole, luci, indicatori, terminali di scarico) provengono direttamente dal catalogo CRD. Ed infine la verniciatura nettamente differente dalla #51 con telaio, cardano, terminali, sterzo (Renthal) e parafanghi sempre neri ma con un numero maggiore di elementi chiari quali le ruote, gli ammortizzatori posteriori, il faro, parte della forcella. Il serbatoio è stato decorato con un motivo bicolore (crema con la parte bassa grigia….più tradizionale in sintesi). La domanda quindi è sempre la stessa: data la relativa semplicità degli interventi e visto il risultato (per la maggior parte dovuto alla verniciatura, sia chiaro!) perché non provare ad ispirarsi e fare qualcosa di simile nei nostri garage, magari su una base relativamente meno costosa coma una R45 o 65?



















  




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