domenica 27 novembre 2016

DUCATI SCRAMBLER DESERT SLED

DIRETTAMENTE DAL DESERTO

Potrebbe essere definito l’anello di congiunzione tra la Multistrada Enduro e la Scrambler “classica”. Però a seconda di chi ne parla potrebbe apparire ora una Multistrada a metà, ora un’Enduro per nulla specialistica, ora una motocicletta incline ai viaggi. In realtà lo Scrambler Desert Sled è un mezzo a se stante che prende il meglio di entrambi i modelli mantenendo però una propria personalità e un certo retrogusto selvaggio che lo vuole secco sulle ruote, leggero ma comunque reattivo e potente e privo d’orpelli ritenuti non necessari come set di valigie, cupoloni paravento, verniciature glamour e accessori pretenziosi e leccati che se si graffiano si rischia l’infarto.
Ma cosa vuol dire Desert Sled? E’ presto detto. Si tratta di motociclette nate nel Southwest californiano e nella Baja in Mexico tra  gli  anni ’60 e ’70.  Erano moto stradali  di  oltre  500  centimetri cubici,  private  di  ogni accessorio  non  essenziale  e  sulle  quali  venivano  montate  gomme  da  offroad,  cerchi  a raggi,  sospensioni  modificate  e  piastre  paramotore.  Il nome Desert  Sled, “Slitta da Deserto”, deriva proprio dalla piastra paramotore indispensabile per riparare la moto dai detriti e dalle impervie strade desertiche. Lo Scrambler Desert Sled riprende esattamente questo spirito estendendo la gamma del brand bolognese verso “l’easy offroad”. Grazie al telaio e alle sospensioni modificate, alle ruote  a raggi con l’anteriore da 19 pollici  e  alle  linee  inedite,  questa  è  la  moto  perfetta per tutti coloro che  desiderano  poter  uscire  dalle strade asfaltate e affrontare  percorsi  meno battuti.  L’attitudine al fuoristrada è visibile già dalla presenza della griglia omologata per il proiettore anteriore, dai parafanghi alti appositamente disegnati per questa versione e ovviamente dal paramotore. Il telaio rinforzato, la posizione di guida più alta, l’escursione delle sospensioni maggiorata a 200 millimetri, le pedane d’ispirazione fuoristradistica con gommini amovibili e le pedane del passeggero removibili concorrono a confermare il differente utilizzo cui può essere sottoposto lo Scrambler Desert  Sled. L’aspetto più interessante è che rispetto alle versioni “classiche” dello Scrambler il telaio del Desert Sled è stato irrobustito per resistere alle sollecitazioni proprie della guida fuoristrada. Due inedite piastre laterali forgiate abbracciano il motore e sostengono il nuovo forcellone, rinforzato e più lungo rispetto a quello “stock”. Anche le piastre di sterzo sono nuove e vantano un interasse steli maggiorato e un avanzamento incrementato mentre le sospensioni sono state pensate per offrire comfort  e  controllo anche  fuori dall’asfalto (forcella  è  una  Kayaba  con  steli  rovesciati  da  46  millimetri regolabile  nel  precarico  molla,  in  compressione  e  in  estensione  e mono, sempre Kayaba, regolabile nel precarico molla e in estensione con serbatoio gas separato). Questi pneumatici rappresentano una rivoluzione nel mondo degli pneumatici perché riescono a conciliare e  racchiudere  le  migliori  prestazioni  di  uno  pneumatico  da fuoristrada con quelle di uno pneumatico da enduro street. Per quanto riguarda l’impianto frenante, minimalista, il Desert Sled utilizza unità Brembo dotate di sistema ABS Bosch 9.1 MP con sensori di pressione con disco anteriore singolo da 330 millimetri con pinza a quattro pistoncini monoblocco Brembo M4.32B ad attacco radiale e disco posteriore da 245 millimetri su cui lavora una pinza a pistoncino singolo. Il propulsore è il classico bicilindrico Desmodue da  centimetri cubici raffreddato  ad  aria  e  olio  dell’Icon,  omologato  EURO  4 dotato del nuovo comando gas e di un’inedita calibrazione motore che ha  permesso  di  guadagnare  fluidità di  erogazione, soprattutto  nelle prime  fasi  di apertura. Dotato di cambio a sei rapporti, il Desmodue è stato progettato per privilegiare la regolarità di marcia e la fluidità dell’accelerazione  ad  ogni  regime  con  una  potenza  di  75  CV  a  8.250  giri/minuto, una coppia di 68 Nm  a 5.750 giri/minuto e  intervalli  di  manutenzione  richiesti  ogni  12.000 chilometri. Rispetto alla Multistrada Enduro manca l’elettronica applicata alle sospensioni e il lato più globetrotter “di lusso” grazie agli accessori dedicati. In comune hanno l’escursione elevata degli elementi ammortizzanti e l’impostazione di off road “leggero”. Con lo Scrambler condivide la semplicità del propulsore e l’aura selvaggia e glamour allo stesso tempo senza essere solo “leccata”. In sintesi la gamma Scrambler si amplia al punto che tra versioni di serie e accessori per modificarla, potenzialmente potrebbe esistere un pezzo per ogni cliente…come il Monster!