domenica 27 novembre 2016

NORTON DOMINATOR 961 SS

BELLA COME NESSUN’ALTRA
Parlavamo qualche tempo fa con una nostra amica del “lato B” della Norton Dominator, così sfuggente e corsaiolo ma al contempo relativamente comodo, da trapiantare su una più popolare Triumph. Da lì ha preso vita una scoppiettante discussione relativa al marchio anglosassone. Ci si è chiesti se, esclusa la nuova V4, il resto sia più marketing o sostanza.
Difatti da quando la Norton ha ripreso la produzione di modelli nel 2008, la gamma si è mano a mano arricchita di motociclette bellissime più che prestanti in contrasto con lo spirito e la storia del marchio. Ad eccezione della nuovissima V4 infatti, la produzione si basa su due modelli relativamente “tranquilli”: Commando e Dominator. Tra le due quella che in assoluto fa sognare gli aficionados (ma non solo) è sicuramente la seconda soprattutto se declinata nell’esclusiva versione SS. Derivata dalla versione corsaiola (e non omologata per la libera circolazione) Domiracer del 2013, ha reintrodotto il famoso telaio Featherbed (ovvero letto di piume, utilizzato sulle moto da corsa dagli anni ’50 in poi e rinomato per la sua maneggevolezza unita ad un peso contenuto). Nella moderna Dominator si tratta di un telaio tubolare in alluminio saldato a mano a doppia culla chiusa con serbatoio dell’olio integrato e telaietto posteriore ridotto ai minimi termini coadiuvato da sospensioni Ohlins (anteriore a steli rovesciati e posteriore mono vincolato direttamente al forcellone anch’esso tubolare e dotato di capriata superiore di rinforzo) e da freni Brembo dotati di pinze monoblocco. Il propulsore è un bicilindrico parallelo frontemarcia di 961 centimetri cubici da 80 cavalli e 90 nanometri di coppia (ma la scheda tecnica indica, alla voce potenza massima, un più suadente “secondo settaggio”), con raffreddamento misto aria/olio a carter secco e con cambio a cinque rapporti. Lo scarico sdoppiato uno per lato con tromboncini minacciosi, le ruote da 17 pollici a raggi (pneumatici 120/70 17 anteriore e 180/55 17 posteriore), la linea e la colorazione e il peso a secco di 195 chili (208 in ordine di marcia) restituiscono un senso di leggerezza e di corse old age tanto caro ai cultori del marchio. Ma ci chiediamo se sia più corretto gridare al miracolo per una motocicletta che, priva di qualsivoglia invadenza elettronica (data anche la cavalleria non eccessiva) garantisce una guida vecchia maniera con tutti i pro e contro del caso o se si debba gridare allo scandalo per un mezzo che con le Norton degli anni ‘50 e ’60, che nascevano prima di tutto per correre nel mondiale velocità e dopo venivano adattate all’utilizzo stradale, condivide davvero meno di quanto ci si aspetterebbe (look a parte). E la domanda iniziale torna prepotente e lecita dopo la descrizione tecnica della Dominator 961 SS: operazione di marketing o mezzo di sostanza? Già il nome indica una famosa bicilindrica Norton prodotta alla fine degli anni ’40 che ben si distinse nelle competizioni; stesso discorso per il telaio Featherbed, elemento che permise di dominare con la Manx monocilindrica nella classe 500 del mondiale velocità degli anni ’50 e ’60. Pur apprezzano la Dominator 961 SS, la storia della Norton impone di chiederci quale sia il pedigree della nuova bicilindrica e, mestamente, annotare poco o nulla al riguardo. Ciò detto rimane una pregevole realizzazione (in serie limitata) che mixa perfettamente vecchie e nuove emozioni (pur con “soli” 80 cavalli disponibili nel polso destro) rachiuse in un design senza tempo.