domenica 25 giugno 2017

MOTOGP ASSEN: VALENTINO TRITATUTTI

Prima vittoria stagionale per Rossi che sale per la decima volta sul gradino più alto del podio ad Assen con una gara superba e sempre all’attacco.

Non poteva che essere Assen la pista dove segnare la prima vittoria stagionale del “Dottore”. Perché se si vuol credere alla cabala, Rossi sta correndo per vincere il decimo titolo mondiale e, guarda caso, domenica ha vinto per la decima volta sul circuito olandese rintuzzando gli attacchi di un arrembante Petrucci con cui ha portato avanti una bellissima lotta in pista.
Con questa vittoria Valentino ha dimostrato, se ve ne fosse ulteriormente bisogno, che il mondiale è un affare che lo vedrà protagonista fino all’ultimo gran premio, perché il primo posto ad Assen (e la caduta del compagno di team) lo hanno rilanciato prepotentemente in classifica dove accusa un gap di soli sette punti dal capolista Dovizioso. Era giunto in Olanda quinto a -28 da Vinales e ne esce terzo a -3 in terza posizione alle spalle proprio del compagno di squadra, che nella giornata più importante ha mostrato i limiti di un pilota giovane che avverte la pressione. E considerando che il nuovo telaio risulta congeniale allo stile di guida del campione di Tavullia, il quadro è completo. A tal proposito sembra che il nuovo elemento non sia una semplice versione 2016 modificata negli attacchi motore quanto piuttosto un’’unità completamene nuova con differenti spessorizzazioni dei materiali soprattutto nella zona del cannotto di sterzo per poter ritrovare quell’equilibrio perso con la M1 2017. La gara ha dimostrato come Rossi riesca a guidare meglio la sua Yamaha, gestendo al contempo l’usura degli pneumatici. A comprova di ciò basta vedere i tempi sul giro e ricordare come sia riuscito a rispondere a un Petrucci in gran forma sulla Ducati. Per dovere di cronaca bisogna aggiungere che quando in alcuni punti della pista ha cominciato a piovigginare rendendo di fatto l’asfalto viscido a macchia di leopardo, i due italiani si sono avvicendati alla testa della corsa con sorpassi e controsorpassi al limite della caduta fino a quando i doppiaggi hanno “congelato” le posizioni definitivamente fino alla bandiera a scacchi. Chi è uscito malconcio dalla trasferta olandese è Vinales che tradito dall’anteriore e dalla foga agonistica si è dovuto ritirare dopo una caduta )la seconda in questa stagione) alla chicane mentre era in rimonta. E Zarcò? Dopo l’incredibile pole position al sabato e una buona prima parte di gara condotta in testa ha dovuto accontentarsi di un misero quattordicesimo posto figlio di una strategia suicida che lo ha portato al cambio moto quando sulla pista cominciavano a cadere le prime gocce, nonostante chi gli si trovava davanti procedeva con le slick. Lasciamo Assen con i primi cinque piloti in classifica mondiale racchiusi in 28 unti (esattamente come si trovavano prima della gara olandese) ma con un rimescolamento delle posizioni che sembra premiare la costanza di risultati. Queste le dichiarazioni a fine gara del vincitore Valentino Rossi: “sono felice e per diverse ragioni, perché la vittoria è molto importante per il campionato, ma soprattutto perchè la sensazione di tornare sul gradino più alto del podio dopo un anno è fantastica. E’ stata una grande gara e una bella battaglia con Petrucci e tutti gli altri. Sono contento anche dal punto di vista tecnico, perché abbiamo lavorato molto sulla moto e abbiamo cambiato il telaio e ora sento come posso guidare come piace a me, in un modo migliore. E’ tutto aperto e quest'anno abbiamo scoperto che, da una gara all'altra, la situazione può cambiare molto. Dobbiamo aspettare la prossima settimana e cercare di essere competitivi anche al Sachsenring”. Molto deluso Vinales che non sa spiegarsi come mai sia caduto in quel punto: “non so spiegare cosa sia successo perché non so nemmeno io perché sono caduto. Sono passato da lì 2000 volte, ma oggi sono caduto. Stavo spingendo per portare la Yamaha al top e penso che se non caduto avrei potuto raggiungere i piloti davanti, perché il nostro ritmo era molto veloce. In qualifica nopn dobbiamo andare oltre il sesto o quinto posto, quindi so che l'errore è stato fatto sabato, non domenica. In gara mi sentivo bene sulla moto. Stavo cercando di mantenere le gomme e preparare un attacco negli ultimi dieci giri. Stavo guidando bene e senza problemi su tutta la pista e mi sentivo molto più forte rispetto agli altri piloti. Questo incidente è qualcosa che non possiamo spiegare; possiamo solo imparare da esso, soprattutto per quanto riguarda le qualifiche. Sapevo che era difficile e che avrei dovuto fare del mio meglio: è stato tutto o niente e alla fine ho ottenuto nulla. Dobbiamo andare avanti e guardare alle prossime gare da cui ci aspettiamo qualcosa di diverso”.