giovedì 23 febbraio 2017

HONDA CB 400 N by ED TURNER MOTORCYCLES

CHE RAZZA DI MOTO E’?
Non c’è un solo componente di questa special che non ci sia piaciuto o che non abbia catturato la nostra attenzione. Che sia il telaietto reggisella a forma di freccia o il faro posteriore o il motore con i carter abbondantemente più larghi della silhouette dell’intera motocicletta passando per il pulsante d’accensione sulla piastra di sterzo, fino al pezzo di lucidatrice per parquet utilizzato come coperchio della bobina…ogni singolo particolare è unico e strano ma perfettamente amalgamato e armonioso e, aggiungiamo, perfetto unicamente su questa special d’autore creata dalla Ed Turner Motorcycles.
La verità è che più la si guarda e più vien voglia di rivederla per capire quali interventi sono stati fatti, che soluzioni sono state adottate e soprattutto che razza di motocicletta è mai questa. Pensare alla base (una Honda CB 400 N di fine anni ’70 con il suo piccolo frullino da appena 400 centimetri cubici e con neppure 43 cavalli alla ruota) e vedere il risultato della customizzazione fa supporre che sia nata per scommessa dopo una notte alcolica. Eppure l’accrocchio sembra funzionare sia a livello estetico che tecnico. La base di partenza era ridotta davvero male e le sue condizioni sono state una scusa perfetta per modificare profondamente il telaio originale di cui è rimasta solo la parte centrale formata da cannotto e tubi superiore e inferiore. Forcellone, piastre motore e l’intera porzione posteriore del telaio (così particolare per la sua forma a freccia) sono state costruite da zero e dipinte a polvere con colore nero lucido. I doppi (e turistici) ammortizzatori di serie hanno lasciato il posto a un sistema monoammortizzato più sostenuto e regolabile che fa il paio con una forcella anteriore CBR lucidata a specchio e a cerchi da 17 pollici a raggi con pneumatici Dunlop Sportmax. Sistema frenante sostituito con dischi sia davanti che dietro morsi da pinze Nissin, impianto elettrico rifatto completamente e nascosto alla vista, serbatoio costruito ex novo partendo da quello di serie amalgamato con la linea piatta della nuova sella, faro anteriore di provenienza automobilistica (e posteriore di chiara derivazione custom). Semimanubri con nuove manopole e leve regolabili, comandi e pedane lavorati e più leggeri, interruttore d’accensione e spegnimento posizionato al centro della piastra di sterzo che ricorda il pulsante per lanciare dei missili nucleari. Tutto contribuisce a rendere unica questa piccola special, anche il motore revisionato dotato di doppi scarichi singoli in acciaio inox (uno per lato con curve dei collettori assurde), cornetti d’aspirazione Edelbrock e carter centrale dipinto di rosso sangue come le pinze freno. Non c’è un singolo componente che non urli la propria arroganza e sfacciataggine su questa motocicletta che non è una supermotard ma ne mantiene la reattività, non è una cafè racer ma ne garantisce la grinta e il piacere di guida sprintoso, non è una monocilindrica ma fa sua la medesima agilità e snellezza. Non è nessuna eppure è tutte quante assieme. E’ uno scherzo, una “cosa” nata per stupire e farsi vedere, chiassosa e conturbante allo stesso tempo. Insomma è il classico assurdo che non dovrebbe funzionare e invece lo fa…e pure bene.