giovedì 23 febbraio 2017

HONDA CB750 NIGHTHAWK “THE WALKING DEAD” by CLASSIFIED MOTO

L’AMMAZZA ZOMBIE
Sono in pochi a non conoscere la serie tv “The walking dead”, che narra le vicende dei sopravvissuti a un virus che trasforma gli uomini in zombie. Tra i protagonisti c’è Daryl Dixon (interpretato dall’attore Norman Reedus), personaggio apparentemente rozzo, scontroso e duro che da buon cacciatore per sopravvivere usa una balestra al posto della classica pistola e che per spostarsi predilige due ruote anziché una ben più protettiva automobile.
Nell’arco temporale della narrazione e di sviluppo delle caratteristiche del personaggio, Dixon prima guida un chopper basato su una Yamaha XS650 per poi trovare la sua vera dimensione postapocalittica in sella a una Honda CB750 Nighthawk profondamente modificata. Nella serie tv Daryl costruisce quest’ultima partendo dal classico (e americanissimo) scatolone pieno di pezzi, creando l’immagine completa dell’eroe (o antieroe?) e della sua cavalcatura. La simbiosi è così perfetta che quando gli viene sottratta, farà di tutto pur di riaverla compreso uccidere uno dei suoi carcerieri. Nella realtà la motocicletta è stata costruita in due esemplari unici e identici da Classified Moto, sfruttando il tema del telefilm e intrecciando stili diversi (brat, rat e punk in primis) per creare un mezzo che sembrasse costruito con parti di vari modelli e che rispecchiasse il carattere del personaggio stesso. Come base è stata utilizzata una Honda CB750 Nighthawk del ’92 onesta naked turistica, economica e di facile reperibilità, dotata di un quattro cilindri in linea di 747cc a carburatori raffreddata ad aria da 75 cavalli. Di originale sono rimasti il telaio, il motore e il cerchio posteriore; tutto il resto è stato sostituito con elementi provenienti da altre motociclette o modificato con accessori creati ad hoc per le necessità cinematografiche. L’intero avantreno deriva da una Yamaha YZF-R6 (cerchio e freni compresi) accoppiati a un largo manubrio cross style con manopole e leve ricoperti di pelle, piastra centrale a rete con faro a sbalzo (con tanto di para sassi) e, curiosamente, specchietto minimalista montato sul blocchetto dei comandi. Dietro cerchio e freno a tamburo di serie sono stati accoppiati con ammortizzatori Progressive Suspension 970 PiggyBack più lunghi e sostenuti; contemporaneamente la porzione finale del telaio è stata modificata con il classico archetto a U, una sella piatta personalizzata e un faretto posizionato direttamente sul forcellone stock. Sempre nel retrotreno si trova un accessorio di scena che definisce perfettamente la simbiosi uomo/macchina; montato a sbalzo è stato posizionato una specie di portapacchi volutamente rifinito in modo grossolano, disegnato e realizzato per trasportare l’amata balestra di Dixon. Per quanto riguarda il motore si è puntato più sull’estetica che non su necessari affinamenti tecnici, montando nuovi cornetti d’aspirazione in alluminio lavorati CNC e modificando l’impianto di scarico con telatura dei collettori e nuovi terminali corti e bassi (uno per lato). Tutto il resto della preparazione ruota principalmente intorno a singoli componenti che avrebbero dovuto assolvere funzioni sceniche piuttosto che pratiche a partire dagli pneumatici ciccioni e tassellati Kenda Big Block, al serbatoio che non è altro se non una riproduzione di quello della Yamaha XS650 perfettamente invecchiato, al parafango anteriore tagliato e alla borsa posizionata dentro il triangolo sotto sella svuotato grazie al riposizionamento di buona parte dei componenti. Rimane la verniciatura, che in questo caso sarebbe più corretto definire finitura, che riproduce l’usura degli elementi e che ha richiesto un lavoro certosino dal momento che doveva risultare identica su entrambi gli esemplari approntati da Classified Moto. I pochi tocchi di colore sono sporadici e concentrati sulla finitura dorata (di serie) della forcella e sul rosso del copri alternatore. Rimane un dubbio: come mai una moto piuttosto che un cavallo? A questa curiosità risponde direttamente il protagonista il quale spiega che durante le riprese di “The Conspirator” (film diretto da Robert Redford) in cui doveva saltare in groppa a un cavallo, urlare e fare il duro, il quadrupede “divenne instabile. Sembrava che sapessi cosa stavo facendo, ma dopo tipo due secondi che lo facevo il cavallo ha iniziato a fare cose come trottare all’indietro e mettersi in fila indiana con gli altri cavalli. E riuscivo a sentire Redford che urlava -Qualcuno faccia qualcosa col cavallo di Norman!- e io pensavo: Cavolo, mi licenzieranno da questo lavoro”. Nel copione originale di “The Walking dead” effettivamente Daryl doveva andare a cavallo, ma Norman memore della passata esperienza ha detto “Allora di chi è quella motocicletta?’ e mi hanno risposto: -È di tuo fratello (nella finzione) Merle-. E allora io ho detto: Beh, se Merle sa andare in moto, probabilmente lo sa anche Daryl, e me la sono cavata così“.