lunedì 1 maggio 2017

BULTACO CAMPERA AGRICULTURA 175 RACER by FREERIDE MOTOS

LA SPECIAL DA PISTA

La domanda è semplice ma la risposta è spesso complessa: cosa spinge un motociclista a cercare il brivido della pista? Per alcuni è il piacere d’appoggiare per la prima volta il ginocchio sull’asfalto e mostrare orgogliosamente le “grattate” sulla protezione. Per altri è la possibilità d’esplorare la pura velocità in un ambiente relativamente sicuro. Altri ancora diranno che non c’è nulla di più bello del riuscire a raccordare le curve in rapida successione.
Se poi in pista si scende in gruppo, l’ebrezza della bagarre è qualcosa che dall’esterno appare pericolosa, ma diventa pura estasi per chi la vive in prima persona. La verità è che per la domanda iniziale esistono svariate risposte come molteplici sono i mezzi con cui si può entrare in pista: race replica, sportive di serie, turistiche più o meno potenti e custom. Addirittura c’è chi organizza gare per motorini di 50 centimetri cubici elaborati allo spasimo e con pneumatici sottilissimi. E in questo melting pot capita che a qualcuno viene in mente la malsana idea di costruire una moto da pista vecchio stile partendo da una base piuttosto anzianotta e “agricola” ma in linea con il progetto e con il tipo di race replica. Come nel caso di Pierre proprietario di Freeride Motos che, scoperta una Bultaco Campera Agricultura 175 due tempi del ’66, ha deciso di usarla come base per riprodurre per quanto fosse possibile una ben più blasonata, e sportiva, Bultaco TTS da corsa con cui ha corso anche il plurititolato (12+1 come ama dire lui) campione Angel Nieto. In effetti il progetto aveva preso vita parecchio tempo prima, motivo per cui molti pezzi erano già disponibili e pronti all’istallazione. Per prima cosa il telaio è stato pulito da elementi inutili, rinforzato secondo le specifiche della TTS e saldato a TIG. Alcuni particolari sono stati prelevati dalla produzione Bultaco come la forcella derivate da un mix d’elementi provenienti da una Pursang 250 (foderi) e da una Sherpa 350 (steli) e 125 (molle). Il forcellone originale cromato è stato accoppiato ad ammortizzatori a gas KFX regolabili; semimanubri Tarozzi, leve Amal, gas rapido Domino e strumentazione Koso. Per i cerchi sono stati miscelati i mozzi della Campera originale con canale Akront da 19 pollici davanti e Pursang 250 dietro. Serbatoio e codino in vetroresina sono repliche fatte in casa rispettivamente della TTS e della Montesa. Per quanto riguarda il motore a due tempi, completamente manutenzionato, sono stati cambiati cilindro e pistone, sostituita l’accensione con una nuova unità elettronica, maggiorato il carburatore (ora da 28) dotato di un filtro più aperto, tagliato il coperchio carter sinistro per far posto a luna differente leva del cambio e montato un nuovo scarico a espansione ottenuto modificando e saldando assieme elementi ex Aprilia. Una veloce sabbiatura e subito dopo colore nero per le alette, argento opaco per le testata e lucidatura per i coperchi carter (l’interno di quello sinistro è stato dipinto di giallo). Anche il resto della moto ha sfruttato gli schemi grafici delle Bultaco da corsa combinando giallo e nero mentre il telaio è stato trattato con una resina epossidica nera. Chi conosce la TTS sa che il motore era raffreddato a liquido e non ad aria e che il design (soprattutto posteriore) era più racing. Ma vista la base utilizzata e permesse alcune “concessioni poetiche” del caso, non si può non apprezzare il risultato che anche dalle foto fa venire voglia di saltare in sella, stringere i semimanubri e cominciare a piegare e pennellare le curve in circuito.