lunedì 1 maggio 2017

SUPEBIKE ASSEN

VERDE KAWASAKI: IL COLORE DELLA VITTORIA
Se avessero avuto un terzo pilota ufficiale probabilmente avrebbero monopolizzato tutto il podio visto il modo con cui Rea e Sykes hanno dominato il round olandese. E poco importa se Davies in gara 1 ha tenuto testa al capoclassifica, perché la sua Panigale a un giro dalla fine ha ceduto di schianto lasciando il gallese a quota zero punti.
Ma andiamo con ordine. Nelle qualifiche del sabato il duello a distanza tra Chaz e Johnny si è concluso con un’accesa discussione tra il ducatista e il pilota Kawasaki reo di averlo ostacolato durante l’ultimo giro buono. Il risultato? Rea segna un tempo stratosferico che gli garantirebbe la pole position anche in MotoGP (come dire che sul circuito di Assen nessuno è più veloce di lui su due ruote!) ma viene retrocesso in quarta posizione dalla direzione gara. Al pronti via di gara 1 Davies scatta meglio di tutti e si porta intesta seguito da Rea che sembra volerlo controllare. I due piloti hanno un passo insostenibile per chiunque altro e distaccano il gruppo iniziando una lotta fatta di giri veloci e traiettorie millimetriche durata fino a due giri dalla fine quando la Kawasaki numero 1 passa al comando e, pochi chilometri dopo, la Ducati si ferma per un problema tecnico. Gara 2 vive sull’inversione parziale della griglia che rallenta il ritmo e concede alcuni giri in testa a piloti che altrimenti rimarrebbero nelle posizioni di rincalzo. Ma i valori in campo sono sempre gli stessi e dopo alcune tornate Rea e Sykes prendono la testa della gara per non lasciarla più fino alla bandiera a scacchi con un distacco di soli 25 millesimi a dimostrazione che per Tom il mondiale non è un discorso già chiuso! A completare il dominio assoluto del week end olandese della Kawasaki hanno contribuito le vittorie spettacolari e di forza di Sofuoglu in Supersport, di Deroue nella 300 e di Razgatlioglu nella Superstock 1000. Jonathan Rea, che ha festeggiato la 200 gara in Superbike con la vittoria del sabato (oltre al settimo sigillo consecutivo sulla pista di Assen), ha dichiarato: “è stato un week-end incredibile. Sono stato particolarmente felice con la Superpole, perché il giro che ho fatto è forse il migliore che abbia mai fatto su una moto. Sono davvero orgoglioso di questo. Ovviamente le vittorie sono veramente bella da portare via. In gara 1 ho avuto un buon passo, alla fine e volevo passare per allungare. Ma ogni volta che andavo in venivo ripassato all'ultima curva. Alla fine Chaz è stato, onestamente, molto sfortunato e non è mai una buona cosa perdere punti. Nella prima parte di gara 2 ho spinto fino a quando ho avuto un avvertimento così nella seconda parte ho guidato in sicurezza. Alla fine avevo un po’ di problemi nelle svolte a sinistra, ma il problema più grande era il vento così ho deciso di guidare tenendo un margine per il finale e nel corso dell'ultimo giro ho solo cercato di essere intelligente e chiudere l'ultima curva. La mia linea non era probabilmente la più veloce, ma ho chiuso qualsiasi mossa interna e ho tagliato per primo il traguardo”. Nelle dichiarazioni di Tom Sykes emerge u problema fisico e un feeling non ottimale sul veloce che lo hanno penalizzato soprattutto al sabato: “in gara 1 non mi sentivo al 100% della forma, ma che non è una scusa. Sulla moto abbiamo avuto solo alcune limitazioni per il set-up. Ho faticato non perché le gomme avevano dato il loro meglio o qualcosa di simile, ma perchè in due aree veloci della pista non avevo abbastanza fiducia. All'inizio della gara sono finito indietro, ma ho potuto tenere un buon ritmo e sono tornato su. Gara 2 l’abbiamo chiusa molto vicini e devo dire grazie al pubblico, ai miei tifosi e a tutta la squadra per essere stati comprensivi circa la mia condizione fisica. Non abbiamo mai smesso di spingere per trovare un set-up ideale e sentivo che avevamo un pacchetto in grado di vincere. Ci ho provato fino alla fine e sono deluso di non aver vinto. Ma considerando dove ero anche all'inizio del week end, se qualcuno mi avesse detto che avrei fatto due secondi posti ad Assen avrei pensato che non sarebbe mai potuto accadere“.