lunedì 29 maggio 2017

MOTO GUZZI AMBASSADOR by RODSMITH MOTORCYCLES

“GUZZI TU MI TURBI”


Quando una special può essere definite…Special con la “S” maiuscola? Cioè quando una motocicletta nata di serie e trasformata con passione diventa davvero unica? Probabilmente del termine “special” si è abusato anche quando non si doveva, inflazionando e mortificando certe preparazioni che, per ovvi motivi e per evidenti risultati, dovrebbero essere definite addirittura uniche.
Come nel caso di questa Moto Guzzi Ambassador del ’69 realizzata da Craig Rodsmith, australiano trapiantato nell’Illinois (America)che da oltre 25 anni immagina e costruisce special e che non disdegna di lavorare anche su aerei soprattutto se sono della seconda guerra mondiale. La particolarità di Craig è che fa praticamente tutto da solo e a mano a eccezione dei lavori di pelletteria per cui è davvero negato. Ma dategli un martello e un pezzo di lamiera e otterrete una perfetta “campana” come quella che vedete in foto. A voler essere sinceri ricorda più quella di una NSU Sportmax che non della V8 lariana. Ma poco importa perché se vi sembra già Special così aspettate di sentire come è stato “addobbato” il motore. Innanzitutto sappiate che il bicilindrico utilizzato è quello di una Eldorado 850 lavorato da Joe Walano di Doctor Guzzi (volano alleggerito e manovellismo ribilanciato)a cui sono stati montati cilindri da 88 millimetri e modificata la corsa a 78 ottenendo ben 950 centimetri cubici italianisismi. L’alternatore, che si trovava nella “V” formata dai cilindri, è stato spostato per far posto al nuovo sistema di scarico in acciaio inox e al…TURBOCOMPRESSORE GARRETT che soffia aria ai Dell’Orto da 36! Per rendere bene l’idea ribadiamo che ad eccezione della sella e di alcuni interventi sul motore, tutto il resto è stato fatto a mano (e alla vecchia maniera) da Craig, comprese le pesanti modifiche al telaio concentrate soprattutto nella parte posteriore totalmente rifatta. Gli unici pezzi “stock” sono il cambio (che è rimasto a quattro velocità), le sospensioni (forcella degli anni ’60 e ammortizzatori posteriori Super Shox), la strumentazione Veglia e i cerchi Borrani da 18 pollici con pneumatici Avon; ogni altro particolare (dalle pedane al cruscotto) sono home made. Dati su potenza e velocità massime non ne sono stati forniti ma Craig si è lasciato sfuggire una piccola anticipazione: sulla base di questa Guzzi vorrebbe costruire una naked perché per quanto il lavoro di costruzione della carenatura a campana lo renda orgoglioso, la possibilità di mettere a nudo la complessa (e turbocompressa) meccanica del bicilindrico lo inebria molto di più.