giovedì 4 maggio 2017

HARLEY-DAVIDSON SPORTSTER “COBALT STORM” by JSK MOTO CO.

UNA, NESSUNA, CENTOMILA
Non sapremmo spiegare bene se sia dovuto a puro estro creativo o alla saturazione delle idee, fatto sta che la Cobalt Storm è una miscellanea di stili che, dagli pneumatici alle sovrastrutture, impedisce di definire con buona approssimazione una categoria cui possa appartenere. E colpisce il fatto che a creare e proporre questa special sia una factory piuttosto giovane, la JKS moto Co. nata nel 2010 a La Puente in quella terra di cercatori d’oro che è la California.
L’unico elemento comune di ogni particolare customizzato è il triangolo che, a eccezione dei cerchi e dei pistoni, ispira le forme di tutto il resto. Secondo Sam Kao, fondatore di JSK Moto, la “Cobalt Storm è uno studio di progettazione su come rendere più minimale una Sportster, senza aderire troppo da vicino alle tendenze attuali. Volevo qualcosa che si sceglie di guidare di più e tutti i giorni e che fosse adatto anche per un po’ di fuoristrada”. Ecco spiegata la presenza di un retrotreno così smilzo e di pneumatici tassellati su un corpo che tendenzialmente assomiglia a una cafè racer. Stesso concetto è stato applicato alla ciclistica che secondo Sam deve risultare migliore di quella di serie grazie a nuove piastre di sterzo lavorate al CNC che fanno il paio con la forcella Showa e all’ammortizzatore singolo posteriore da corsa infulcrato su un monobraccio ex Ducati 916. Altra caratteristica della Cobalt Storm è l’impatto visivo pulito ottenuto nascondendo i cablaggi e l’elettronica (ridotta grazie a elementi Motogadget) nel semi guscio sinistro del serbatoio (quello destro mantiene la sua destinazione originale di contenitore della benzina). Il fatto che stilisticamente possa piacere o meno, che i freni siano stati maggiorati e aggiornati, che la trasmissione finale sia a catena invece che a cinghia e che i cerchi a raggi siano tubeless sono dettagli che su questa special non rendono per nulla lo spirito con cui è stata concepita e assemblata. Sono solo pezzi che potrebbero stare su una qualunque moto customizzata e diventarne il centro della preparazione, ma che sulla Cobalt Storm vengono ridimensionati definendo un insieme visivamente più leggero e funzionale di quanto non fosse la Sportster d’origine.