giovedì 4 maggio 2017

SUPERBIKE ASSEN

HONDA SPERIMENTA MESCOLE MA NON CONVINCE
Al momento la nuova CBR1000RR Fireblade SP2 è più bella che convincente in pista dove continua a navigare nel gruppo degli inseguitori senza particolari acuti, pur rientrando spesso e volentieri nella top ten. Ma se queste sono le aspettative del team, pur volendo considerare che la moto e uno dei due piloti sono praticamente new entry, allora sarebbe meglio considerare il 2017 un anno di pura sperimentazione per poter puntare al titolo nel 2018.
In gara 1 un contatto nel primo giro e una scelta sbagliata del pneumatico posteriore (morbido) hanno di fatto relegato l’americano fuori dalla top ten (chiuderà quattordicesimo con evidenti problemi di grip). E’ andata molto meglio al compagno di squadra che, partito sedicesimo, ha chiuso sesto grazie anche alla caduta di Davies nel penultimo giro. Per gara 2 sono stati effettuati cambiamenti che hanno ristabilito i reali valori in campo e hanno permesso ad Hayden di concludere in nona posizione seguito da Bradl decimo. Ciononostante entrambi i piloti hanno accumulato un ritardo rispettivamente di 21 e 24 secondi sul vincitore che sono ancora troppi per il team che, lo ricordiamo, ha sede proprio in Olanda. Bradl spiega come la chiave di lettura della sua ottima prestazione del sabato sia figlia di una buona partenza e della gestione oculata delle gomme: “sono abbastanza soddisfatto per gara 1: è stato un risultato importante per me, per la squadra e per le persone coinvolte. Tutto è venuto inaspettatamente a essere onesti, soprattutto dopo le difficoltà che abbiamo avuto nel fine settimana. La Superpole è stata un pò un dramma così abbiamo chiuso sedicesimi in griglia, che ovviamente non ha aiutato, ma ho fatto una grande partenza e nei primi due-tre giri ho spinto molto. Sono stato in grado di creare un po’ di gap tra me e i ragazzi dietro, che mi ha aiutato a gestire le gomme un po' meglio. Mi sentivo a mio agio con la moto e verso la fine mi sono giocato tutto sulla durata degli pneumatici, quindi ero felice per essere risucito a mantenere il sesto posto. Gara 2 è stata più deludente perché nei primi giri non sono riuscito a costruire un buon ritmo e mi ci è voluto un po’ per trovare il feeling con l’anteriore della moto dopo i cambiamenti che avevamo fatto. Alla fine della gara, però, il mio ritmo era costante, anche se non veloce come avrei voluto che fosse, e siamo riusciti a recuperare qualche posizione. C'è ancora un sacco di lavoro da fare, perché Imola non è troppo lontana e dobbiamo essere pronti”. Situazione apparentemente opposta per Hayden che a una performance per nulla buona del sabato, ha contrapposto un discreto risultato la domenica. Il problema? Sempre la gestione e l’usura degli pneumatici oltre ad aver perso l’intera FP2: “dopo aver saltato l’FP2 abbiamo sfruttato la qualifica. E’ stata in qualche modo una sessione che ci ha dato un po' di tempo in più in pista con gomme da gara. In gara 1 ho fatto una buona partenza; non sono sicuro di quello che è successo a Michael (van der Mark), però mi ha centrato e mi è costato un sacco di posizioni. Alla fine ho dovuto chiudere il gas, perché volevo arrivare al traguardo. Domenica è andata meglio: ho fatto una buona partenza, battagliato con alcuni altri piloti e sentivo di poter fare una delle mie migliori gare dell'anno. Abbiamo lottato con il vento, che era molto forte e sicuramente non ha aiutato. Abbiamo bisogno di fare lavorare sull’anteriore, al fine di migliorare la vita degli pneumatici per la seconda parte della gara. La cosa che fa più male, però, è tutto il tempo perso soprattutto venerdì. Voglio ringraziare i ragazzi perché hanno lavorato duro, nonostante un fine settimana impegnativo”.