venerdì 21 marzo 2014

DEUS EX MACHINA

ODDJOB YAMAHA SR500


La Yamaha ha avviato un lavoro con i migliori customizer di tutto il mondo. Moto di serie ok ma non solo; prelevare modelli dalla catena di montaggio per farli diventare pezzi unici a cui i clienti ed i preparatori possono ispirarsi per le loro special su base Yamaha. Va da se che modificare una R1per esempio, vuol dire mettere mano ad una motocicletta nata per le piste ed i cordoli; un Tmax dal lato opposto, ha limiti tecnici imposti dalla tipologia del mezzo che pochi preparatori sono riusciti a superare. Motivo per cui la casa di Iwata ha ripreso ad importare ufficialmente dal 2014 l’SR400, un modello semplice, basico e foriero di possibilità di customizzazione in varie direzioni.


Oltre ai giapponesi, negli ultimi anni un interprete sublime delle trasformazioni su base SR è stata la Deus ex Machina. Uno dei modelli presentati sulla base del monocilindrico (in questo caso da 500cc) è la Oddjob, nata come piccola cafe’ racer e diventata una vera e propria road tracker. Il monocilindrico raffreddato ad aria è stato maggiorato fino al limite dei 542cc; aggiunti nuovi organi interni della Carillo, carburatore Keihin FCR da 39 ed un nuovo impianto di scarico. Ma come da tradizione dei ragazzi di Deus sono i particolari che fanno la differenza; il codino in fibra di vetro di chiara ispirazione stradale fa il paio con un parafango ed un fanalino minimalisti; serbatoio in lamiera, doppi ammortizzatori e manubrio alto donano alla Oddjob un look originale mentre il paraspruzzi posteriore in perspex sottolinea l’attenzione ed il gusto dei ragazzi della Deus ex Machina per ogni singolo elemento della motocicletta. Le ruote in lega provenienti da un’altra SR sono state bruniti ed accoppiate a pneumatici Dunlop K 180 buoni anche per percorrere in tranquillità strade bianche.




All’anteriore fa bella mostra di se un disco a margherita wave morso da una pinza Brembo; il resto del lavoro si è concentrato su un meticoloso alleggerimento generale del mezzo. Per la colorazione si è mantenuto uno stile relativamente sobrio con grafiche ispirate anche al mondo Yamaha racing e particolari della meccanica verniciati di rosso. La filiale australiana ha dato vita ad un mezzo snello, agile e per certi versi antisociale (in fondo è pur sempre una divertentissima monoposto) che chiede solo d’essere guidata.