lunedì 24 marzo 2014

MOTOMONDIALE

GRAN PREMIO DEL QATAR

Non si puo’ certamente affermare che ieri la prima gara del motomondiale sia stata soporifera e priva di contenuti; a ben guardare gli spunti e le novita’ non mancano, ma andiamo con ordine.

MOTO3


I pronostici volevano le KTM mattatrici del campionato ma la Honda ha approntato una motocicletta all’altezza della concorrenza e con un particolare curioso: gli scarichi sdoppiati sottosella. La classifica dice che meritatamente, Jack Miller (l’australiano del team Red Bull KTM Ajo) vince il primo gran premio della stagione 2014 e la sua prima gara nel motomondiale, seguito da Alex Marquez su Honda (che ha condotto la gara fino agli ultimi due giri salvo poi sbagliare una staccata, andare largo e risalire dal quinto al secondo posto) ed Efren Vazquez sempre su Honda, che beffa in volata Miguel Oliveira sulla Mahindra. Se Marquez e Miller hanno imposto subito un ritmo elevato alla gara, bruciando al pronti via il poleman Alex Rins (sulla Honda gemella di Marquez). Rins attardato dal traffico ha risalito posizioni su posizioni giocandosi il podio negli ultimi giri. A dieci giri dalla fine si crea un trenino di sette piloti in rimonta sul duo di testa; inizia la bagarre di sorpassi e controsorpassi tra Miller e Marquez. A cinque giri dalla fine gli inseguitori raggiungono i primi due piloti ed inizia la bagarre, conclusasi sotto la bandiera a scacchi grazie al gioco delle scie ed all’arrivo in volata di alcuni piloti. In generale se Marquez è una conferma (solo l’errore nel finale gli ha tolto la vittoria) le sorprese della domenica sportiva sono state Honda e Mahindra (Masbou ha fatto segnare il giro veloce con la moto giapponese) e Miller sul fronte dei piloti; gli italiani sono chiamati al riscatto.  Nota finale: dopo anni di predominio ieri sul podio della Moto3 era presente un solo spagnolo.

MOTO2


Piu’ prevedibile per certi versi la gara della Moto2 dove la notizia piu’ rilevante è il motore è il motore dello svizzero Aegerter che a sei giri dal finale comincia ad inondare la pista d’olio mentre occupava la settima posizione. I protagonisti della corsa sono piu’ o meno i medesimi dell’anno passato (ad eccezione dei transfughi della MotoGp). Al pronti via il giapponese Takaami Nakagami brucia tutti e prende la testa della gara, incalzato da un gruppetto di inseguitori. Il poleman Rabat sbaglia la partenza e parte all’inseguomento della testa della corsa mentre alla curva sette cadono in quattro (tra cui il nostro De Angelis). Ad otto giri dalla fine Rabat prende la testa della corsa seguito dal compagno di squadra Kallio e dallo svizzero Luthi. La gara praticamente finisce qui’ e le posizioni si consolidano fino alla bandiera a scacchi. Degne di nota sono state le performance di Vinales (quarto e che ha fatto segnare il giro piu’ veloce ed il record della gara) e Lowes (sesto). Anche in Moto2 i risultati degli italiani non sono stati dei migliori con Pasini diciassettesimo ed autore di un lungo che ne ha compromesso la gara ed il compagno di squadra Corsi che ha dovuto mollare negli ultimi giri giungendo quinto; ciononostante si è visto un miglioramento netto rispetto al passato ed i risultati non tarderanno ad arrivare per team e piloti. 

MOTOGP





Grande spettacolo per la gara delle MotoGp. La confusione derivata dalla doppia categoria (open e factory) con relative variabili ha solo parzialmente modificato un pronostico quasi certo ed un’inedita lotta al vertice. Al pronti via Lorenzo prende la testa della corsa e solo un eccesso di foga in ingresso di curva gli fa perdere l’anteriore che si conclude con una rovinosa caduta al primo giro, lasciando Bradl e Smith di condurre la gara. Dietro Marquez, Bautista e Rossi cominciano una rimonta verso le posizioni di testa insieme a Iannone che vedrà sfumare un ottimo risultato per una banale scivolata che lo releghera’ nelle posizioni di rincalzo (ma pilota e moto hanno fatto vedere cose egrege).  Poco per volta il gruppo di testa si va riducendo: Marquez e Bautista si sorpassano diverse volte fino a quando un errore in staccata fa perdere il trenino di testa proprio ad Alvaro che passa dalla seconda alla sesta posizione; contemporaneamente Bradl scivola nello stesso punto di Lorenzo ed abbandona la gara. In testa adesso l’affare è tra Valentino (primo) e Marquez (secondo) seguiti da Pedrosa (terzo) e dal tandem delle Ducati di Dovizioso e Crutchlow e dalla  Yamaha open di Espargaro. A nove giri dalla fine accade un po’ di tutto: Marquez supera Rossi e comincia una battaglia a suon di sorpassi tra i due; il team Monster Yamaha Tech 3 perde Espargaro per noie meccaniche e qualche giro dopo Smith per una scivolata. A sei giri dalla fine cinque piloti battagliano per la vittoria ma a due giri Bautista abbandona per una scivolata mentre il duello Rossi/Marquez infiamma gli spettatori. I due piloti hanno risposto l’uno all’altro senza risparmiarsi fino a quando lo spagnolo ha preso i metri necessari per garantirsi la vittoria. Podio composto da Marquez (primo), Rossi (secondo) e Pedrosa (terzo); Meritatissimo il quarto posto di Aleix Espargaro sulla open FTR/Yamaha e seguito dalle due Ducati di Dovizioso quinto e Crutchlow sesto (quest’ultimo rimasto senza benzina praticamente sul traguardo).

CONCLUSIONI


Della corsa del Qatar mi resteranno impressi i festeggiamenti durante il giro d’onore di Miller, le velocissime Honda della Moto3, Pasini nella moto2 ed il duello Marquez/Rossi nella MotoGp. Mi aspetto una Ducati maggiormente competitiva (diamogli tempo) ed un Iannone (decimo) piu’ vicino al podio (la sostanza c’e’ tutta e se non fosse stato per la scivolata sarebbe stato nel gruppo degli inseguitori per il quarto posto). Mi ha colpito molto Smith ed Edwards (nono)