martedì 4 marzo 2014

L'ANGOLO DELL'USATO

MOTO GUZZI V11


Introduciamo una nuova rubrica dedicata alle motociclette usate che riteniamo possano essere interessanti per il prezzo d’acquisto, per il piacere di guida che possono offrire e, non ultimo, per un possibile futuro nei registri storici. Iniziamo dalla Moto Guzzi V11 dicendo che è una naked sportiva che puo’ rappresentare una valida alternativa al Monster (dal 900 in poi); rispetto alla Ducati ha sicuramente un design (anche grazie al motore a V) che si discosta dalla massa ma al pari della bolognese permette modifiche tese a migliorarne la base sportiva. Alternativa anche alle boxer BMW roadster a due valvole (80 e 100) che vantano una maggiore affidabilita’ ma anche un piglio sportivo minore. E’ un mezzo di carattere che si distingue dalle varie naked giapponesi piu’ sportive ma meno ludiche per certi versi. E se (a torto) ritenete che i cavalli di un’Harley-Davidson della serie Sportster non siano sufficienti allora la V11 potrebbe fare al caso vostro.  Presentata ufficialmente nel 1999 rappresenta l’ultima Guzzi dotata del particolare telaio monotrave scatolato. C’e’ da dire fin da subito che tutta la serie V11 ha mantenuto il motore a due valvole di 1.064cc. con piccoli cambiamenti prevalentemente alla campana della frizione ed al cambio e modifiche alle curve d’erogazione (minime). Il cambio e’ a sei rapporti con frizione idraulica e trasmissione finale a cardano come da tradizione. Sui modelli Rosso Mandello e sui primi esemplari della Scura la frizione bidisco e’ stata sostituita con un’elemento monodisco accoppiata ad un volano piu’ leggero di due chili. Col tempo pero’ la frizione tendeva a strappare anche senza un uso esasperato dell’elemento. Dopo questa esperienza in catena di montaggio si e’ tornati alla frizione bidisco. Per dovere di cronaca è giusto scrivere che i modelli che montano di serie la frizione monodisco possono essere convertiti in bidisco sebbene l’operazione comporti (soprattutto con la Rosso Mandello che montava una campana frizione in ergal) un discreto esborso di denaro ed una decina di ore di lavoro. Altro difetto della trasmissione e’ la molletta del cambio che senza preavviso o chilometraggio specifico si spezza bloccando tutto il gruppo trasmissione. L’intervento di sostituzione e’ relativamente semplice da eseguire e si consiglia di farlo coincidere con la sostituzione dell’olio del cambio. Unici richiami ufficiali sono stati fatti relativamente alle bronzine di biella (tutte le Rosso Mandello e comunque fino al 2001), per la colorazione nera del blocco motore che col tempo si scrosta e (solo per la prima serie) un inconveniente con i manicotti del cambio. Nel 2002 viene modificato il telaio in concomitanza con la serie V11 Scura; il monotrave scatolato viene allungato (da 1.471 a 1.490mm.), irrigidito nella zona del cannotto di sterzo e collegato alla coppa dell’olio con supporti specifici (irrigidendo tutto l’insieme e migliorando sensibilmente la stabilita’ alle alte velocita’). La forcella con steli rovesciati Marzocchi da 40mm. ed il mono vengono sostituiti con  un’unita’ Ohlins (anteriore da 43mm) regolabili al pari del nuovo ammortizzatore di sterzo; il pneumatico posteriore passa da un 170/60-17 ad un 180/55-17. Nello stesso anno viene presentata la variante con semicarenatura denominata Le Mans dotata di nuovi collettori di scarico con un compensatore anteriore. Questa modifica permetteva un’erogazione lievemente piu’ fluida e potente a parita’ di giri. Dalla Le Mans vengono derivate diverse versioni speciali (Tenni, Le Mans Rosso Corsa e Nero Corsa). Della naked dopo la Rosso Mandello e la Scura vengono presentate nuove versioni: la Cafe’ Sport e la Sport Ballabio. Si distinguono prevalentemente per i particolari in fibra di carbonio, l’anodizzazione della forcella (colore oro) e grafiche dedicate; la maggiore differenza nella guida la fa il nuovo manubrio non piu’ in due pezzi (regolabile come l’antenata V7 Sport) ma unico che migliora la posizione in sella e la guida. Altre versioni speciali sono la Coppa Italia caratterizzata da una colorazione grigio rossa con un profilo verde e l’ultima serie Scura R (con cupolino o con semi carena stile Le Mans) che chiude l’era V11. In definitiva si tratta di una Guzzi sportiva da circa 240 chili in ordine di marcia e con un motore che eroga oltre 90 cavalli che, soprattutto nelle prime versioni, necessita di attenzioni da amatore. La prima serie con telaio rosso e sovrastrutture verdi è probabilmente la piu’ ricercata insieme alle versioni speciali (Rosso Mandello, Scura R e Coppa Itala) mentre la Le Mans è il modello meno ricercato probabilmente a causa della semicarena che nella realta’ essendo ancorata al telaio , non sbilancia la motocicletta e protegge bene il guidatore. 
P.S. Ringrazio Fabrizio per l’aiuto tecnico.