giovedì 1 dicembre 2016

BMW R 80 RT “DUST STORM” by DUST CUSTOM MOTORCYCLES

L’APPARENZA INGANNA
Nel sempre più variegate mondo dei customizer, trovare una BMW scramblerizzata ben fatta è cosa assai rara. Molti “accrocchi” e poche vere special stanno dilapidando il parco moto delle BMW usate, a cui attingere per potere dare vita a veri e propri pezzi unici. Forse strada facendo si è persa la fantasia oppure, più semplicemente, si è venduta l’anima al diavolo per pochi denari, non sappiamo bene, fatto sta che sempre più spesso operazioni di copia/incolla e sfruttamento fino all’esasperazione di ricette ultra collaudate hanno generato cloni spesso più brutti delle già misere versioni customizzate originali.
Fa piacere, quindi, scoprire perle rare come quella che vedete in foto. Innanzitutto per la base utilizzata (una meno chiassosa BMW R 80 RT al posto delle onnipresenti GS) e poi per il risultato finale tutt’altro che spiacevole. Inoltre l’assenza di loghi o marchi (ad eccezione di una placchetta sulla mascherina anteriore) e di colorazioni pacchiane rende ancora più pulita e gradevole la trasformazione. Se poi si aggiunge il fatto che si tratta non tanto di scramblerizzare quanto piuttosto di trializzare una BMW allora la storia diventa anche più interessante. Probabilmente il gradevole risultato nasce dal fatto che si tratta di un progetto personale; niente fumo negli occhi per guadagnare qualche soldo in più, niente categorizzazioni alla moda o nomi altisonanti sul serbatoio…solo il puro desiderio di fare qualcosa per se stessi e tanto basta, sembrerebbe, per dar vita a una vera special. Stephen Bentley, proprietario e creatore della moto e di Dust Custom Motorcycles, inseguiva da diversi anni la possibilità di costruirsi la propria moto. La scintilla è arrivata da una BMW R 80 RT dei primi anni ’80 nascosta in un angolo del vecchio capanno che attendeva che Stephen desse vita all’ispirazione che faceva capolino nella sua testa nei momenti morti del lavoro sotto forma d’immagini di scrambler inglesi anni ’60, pulite, snelle, monocromatiche. Il primo passo, classico, è stato quello di denudare e pulire il telaio da attacchi e sporgenze ritenuti non necessari. Le BMW boxer, dal barra 5 e fino al 1993, hanno il pregio d’avere il telaietto posteriore imbullonato che permette ai preparatori di sostituirlo completamente. Stephen ha pensato bene, invece, di sfruttarlo tagliando la parte finale chiudendo il tutto con il classico arco (che sostiene il parafango posteriore) e completando con fiancatine realizzate a mano con tanto di tabella portanumero e sella in pelle dedicata. Le sospensioni sono rimaste quelle di serie accoppiate a cerchi a raggi di una BMW ex polizia e completati con pneumatici Mitas. Stesso discorso per il motore rimasto stock e sottoposto solo a una revisione completa (guarnizioni, cuscinetti e cavi); unica eccezione la grossa scatola del filtro aria, eliminata per far posto a due filtri singoli sparati verso l’alto, e gli scarichi nati da vari esperimenti e realizzati unendo diverse “curve” provenienti da pezzi di magazzino per Honda CB750. Il risultato è un solo terminale alto sulla destra unito al motore da collettori rivolti all’insù. Buona parte dell’impianto elettrico è stato nascosto dietro le fiancatine, reso ermetico e “modernizzato” con elementi Motogadget tra cui l’accensione senza chiave. Altri pezzi, questa volta d’epoca, fanno capolino sotto il naso di Stephen come il manubrio Greeves, le manopole Tommaselli, il comando del gas BSA e il serbatoio Triumph T140 del ’74. Il telaio ha ricevuto una vernice a polvere e una successiva lucidatura mentre il motore è stato prima dipinto di nero e poi trattato per far risaltare la patina. Era previsto che venisse montato anche un radiatore dell’olio ma contingenze del caso hanno obbligato Stephen a cedere la sua creatura. L’aspetto positivo di tutta questa storia è che l’ispirazione è rimasta e i lavori fervono intorno a nuove special.