giovedì 8 dicembre 2016

DUCATI PANTAH 600 by MARIA MOTORCYCLES

GLI ANNI GLORIOSI DEL MOTOCICLISMO
C’è un’immagine che più di ogni altra rappresenta, almeno per alcuni di noi, lo spirito sportivo senza tempo ed è quella della Ducati 900 Desmo di Mike Hailwood che nel ’78 (a 38 anni suonati e dopo dieci d’inattività) vinse il TT nella categoria F1 in modo magistrale, obbligando Phil Read a spingere la sua ben più prestante Honda al limite dei fuorigiri fino a spaccare il motore.
E per capire la caratura della vittoria dovreste guidare una Ducati di quel periodo. Per darvi un’idea basti pensare a frizioni pesantissime d’azionare con cambi di pari durezza, carburatori che se non sono perfettamente a punto faranno sporcare le candele fino a far singhiozzare il motore, ciclistiche, freni e sospensioni da moderno maxiscooter 300 (ma con potenze in gioco da tenere imbrigliate ben superiori) il tutto condito con la classica posizione allungata sul serbatoio delle motociclette italiane...insomma non proprio una passeggiata. Eppure di quelle motociclette ci si innamora più facilmente di altre ben più moderne. E c’è chi addirittura le compra a pezzi, prive di buona parte dei componenti e le consegna a un preparatore per farne una moto da corsa. Esattamente com’è successo alla factory Maria Motorcycles di Lisbona che ha accettato la sfida propostagli da un cliente di trasformare in una moto racing uno scatolone che conteneva alcuni pezzi di una Pantah 500. Trattandosi di una motocicletta rara, complessa dal punto di vista meccanico, di cui non si sapeva nulla circa lo stato dei pezzi (e da quanto tempo giacevano smontati) e per giunta da vitaminizzare, Luis si è affidato allo specialista dei desmo Paul Klatkiewicz della DTS che ha riconsegnato in pochi mesi un motore pari al nuovo e portato a 600 centimetri cubici grazie all’utilizzo degli aggiornamenti effettuati nel 1981 da Ducati sui Pantah dell’epoca. Il team di Maria Motorcycles ha aggiunto scarichi realizzati a mano in acciaio inox con terminali Spark e filtri a cono per l’aspirazione. Avendo in mente di realizzare un mezzo dedicato più alla pista che alla strada il telaio è stato privato di staffe e attacchi non necessari; si è provveduto a montare una replica dei famosi serbatoi Imola con tanto di cinghia in cuoio tra i due bocchettoni rapidi tipo Monza, una carenatura perfettamente in stile con l’età del mezzo (e con sella vintage in pelle), forcella Marzocchi (dietro sono stati montati dei Bitubo) e pneumatici stretti sui cerchi originali proprio per preservare la guida originale. Per quanto riguarda gli impianti frenante ed elettrico si è proceduto revisionando e restaurando il primo (originale) e costruendo da zero il secondo (che mancava) utilizzando elementi Motogadget e nascondendo quanto più possibile cablaggi e batteria sotto il codone. Per completare il tutto la verniciatura ha attinto a colori che richiamassero il mondo racing dell’epoca con il bianco, l’azzurro e l’oro. Il risultato è una motocicletta dalla guida particolare e aggressiva allo stesso tempo che grazie al cambio può sfruttare fino in fondo la caratteristica principale dei bicilindrici Ducati (l’elevata coppia), con una posizione in sella vecchio stile con le braccia allungate sul serbatoio e una discreta agilità dovuta alle ruote strette. Probabilmente arrivare a comprare una motocicletta a pezzi non è il migliore dei modi per avventurarsi nella realizzazione di una special. Ma provate a immaginare un Pantah 650 degli inizi degli anni ’80 (una moto relativamente facile da trovare e a buon mercato); il fatto di guidare una versione “di serie” sarà già un’esperienza unica (chi scrive ha iniziato proprio con una di loro!), ma poterla modificare alleggerendola e sfruttando tutte le peculiarità della guida old style sarà come scoprire un nuovo…motociclismo!