lunedì 12 dicembre 2016

HONDA CRF 450 RX/COUNTRY

PIU’ RACING CHE AMATORIALE
Che la Honda produca motociclette dove appena salite in sella vi sentite a casa è un dato di fatto; che travasi molta tecnologia dal mondo racing è altrettanto acclarato. Ma ciò che spiazza è che ogni nuovo modello pur alzando l’asticella rispetto a quello che va a sostituire, rimane sempre “familiare”. Tranne nel caso delle nuove CRF 450 RX e Country che tutto sono fuorchè l’evoluzione della vecchia enduro 450 della casa alata.
Più agili, reattiva e potenti, sembrano volersi distaccare da quanto fatto negli ultimi anni dai rivali più diretti (KTM in primis) che propongono enduro con erogazioni dolci e lineari. Dove prima c’era fruibilità ora troverete la classica castagna (che comunque l’elettronica saprà rendere dosabile); la proverbiale stabilità ha ceduto in parte all’agilità e tutto il resto…beh tutto il resto è nuovo a partire dal telaio, sempre doppio trave in alluminio, ma completamente rivisto e più leggero. Grazie al nuovo disegno del cannotto di sterzo flette dove necessario per aiutare gli ingressi in curva sfruttando la forcella Showa da 49 millimetri e il mono posteriore riposizionato; il tutto per meglio bilanciare la moto, centralizzare le masse, abbassare il baricentro, sfruttare l’interasse più corto e migliorare la motricità. Tradotto in soldoni vuol dire più trazione, migliore spunto nelle partenze, agilità e reattività a gogo perchè in Honda hanno capito che chi scatta in testa dal cancelletto di partenza alla fine vince (o mal che vada arriva secondo); e per ottenere partenze perfette serve tanta coppia, moltissima potenza e tantissima trazione. Quindi le nuove RX e Country sono delle enduro più specialistiche rispetto al passato. Ad esempio il propulsore ha guadagnato l’11 per cento di potenza in più, ma tutta agli alti regimi grazie alla nuova testa (ridisegnata e con comando valvole a dito), al pistone con area di squish migliorata, al condotto d’aspirazione rettilineo che ottimizza i flussi (non gira più intorno al mono) e al classico doppio scarico (ora più vicino al baricentro per coadiuvare la centralizzazione delle masse e concorrere alla maggiore agilità generale della motocicletta). Inoltre adesso poiché l’olio è unico per motore e cambio (quest’ultimo con cinque rapporti più ravvicinati) è stata modificata la pompa per migliorarne l’efficienza. E per capire quanto sia parente diretta della versione R (la cross dura e pura) basta elencare le poche differenze: mappatura del motore più progressiva, sospensioni più morbide, cerchio posteriore da 18 pollici, corona con un dente in più (avendo il cambio identico la rapportatura risulta più corta), attacchi motore differenti, serbatoio di plastica (da 7,3 litri per la RX e da 8,5 per la Country), luci, cavalletto e avviamento elettrico. Rispetto alla passata generazione cambiano anche le sovrastrutture, più efficaci nel gestire i flussi d’aria verso e intorno ai radiatori e più strette di 30 millimetri nei fianchi per rendere più veloci e facili i movimenti del pilota. In sintesi la sensazione generale è che le RX e Country siano più specialistiche rispetto al passato e che Honda abbia voluto puntare più sull’endurista con il polso allenato dalle gare che non all’amatore.