martedì 13 dicembre 2016

MASH 250 CAFÉ RACER “CAFÉ NOIR” by XTR PEPO

PICCOLA, NERA E BOLLENTE
Scrivere XTR Pepo su un qualunque motore di ricerca vuol dire accedere a immagini di special oltre che particolari, dotate anche dell’inconfondibile family feeling che lega le creazioni di Pepo Rosell con quelle di Radical Ducati, la vecchia factory in cui ha lavorato e che ha chiuso i battenti dopo quindici anni. Oggi Pepo fa il solista e suona un’orchestra che va a uno, due, tre e più cilindri che sembrano somigliarsi nella melodia delle linee disegnate dal preparatore di Madrid ma che al di là dell’ispirazione comune alle endurance et similia concedono poco o nulla all’utilizzo di pezzi in comune.
Il caso vuole che oltretutto, Pepo sfrutti benissimo l’attuale trend che chiede moto piccine nelle dimensioni con motori di cubatura medio/bassa e a cui dare personalità per uscire dall’anonimato della massificazione della produzione in serie. Prendete ad esempio la Mash, piccola e con un motore semplice, robusto e parsimonioso. Il costo d’acquisto non è per nulla proibitivo e appena uscite dalla fabbrica hanno già un loro stile ben definito. Ma limitarsi alla versione stock, in questi casi, è un po’ come andare a fare la spesa con una Ferrari…un’azione illogica. Ecco quindi una classica ricetta per trasformare una cafè racer di serie in una special dal sapore retrò, carenatissima e con tanta tanta personalità. S’inizia con i classici ritocchi al telaio (in verità quello della Mash ha già una linea abbastanza “special”) che hanno riguardato sia la parte anteriore che posteriore. La più evidente è la creazione di nuove staffe per le pedane d’alluminio che si trovano più o meno dove prima erano collocate quelle del passeggero (che adesso non è neppure previsto). Tutte le sovrastrutture sono state realizzate in fibra di vetro attingendo a linee famose del passato: serbatoio ispirato a quello delle Honda 500 da gran premio di parecchi decenni fa, carenatura rifatta sulla scorta di quelle della Ossa (e se non conoscete questo marchio vi invitiamo caldamente a digitare su Google Ossa/Herrero per scoprire una storia sportiva d’altri tempi) con cupolino modificato su specifiche XTR, codino copia di un’Aermacchi Ala d’Oro e parafango anteriore di una…Mash ampiamente ridimensionato. Facile intuire come le ispirazioni di Pepo siano numerose e trasversali. In più la miscellanea di accessori nuovi e antichi arricchisce il tutto; il freno al retrotreno, ad esempio, sfrutta tubazioni Frentubo, il faro posteriore proviene da una Montesa, la batteria è una più piccola e leggera Lipo, la luce anteriore (posizionata in modo quantomeno singolare) al pari del filtro aria più racing e del sistema di scarico sono home made XTR mentre gli pneumatici sono dei Continental da supermotard. Il tutto sapientemente decorato da Pintumoto che ha giocato con il nero dominante sulla carenatura (ad eccezione degli spazi per i numeri da gara in un classicissimo verde e del rosso per il sottopancia) in contrasto con il telaio lucidato. L’hanno battezzata Cafè Noir e il motivo è più che ovvio. A noi piace immaginare che sulla scorta di quanto fatto da Pepo, qualcuno stia già abbozzando degli schizzi su un foglio bianco, immaginandosi alla guida di una motocicletta piccola e singolare che a un appassionato distratto potrebbe ricordare qualche vecchia foto a colori che negli anni ’80 immortalava un veicolo a due ruote impegnato tra le curve del circuito del Montjuic.