venerdì 21 aprile 2017

HONDA CBR250RR

LA PICCOLA BELVA
La verità è che chi ha qualche primavera sulle spalle è orfano delle vecchie, fumose e potenti 125 a due tempi da oltre 34 cavalli alla ruota. E dispiace vedere come le nuove generazioni di sedicenni iperconnesse e social dipendenti siano “costrette” a guidare surrogati a quattro tempi che somigliano per suono e prestazioni più a dei tosaerba che non a vere motociclette propedeutiche e gustose.
Ma se da un giorno all’altro ci si ritrova di fronte la cartella stampa della nuova CBR250RR che snocciola dati e prestazioni da sportiva vera, forse una speranza che questo stato di torpore motociclistico possa mutare c’è e anche in modo molto concreto! Motore bicilindrico di 249 centimetri cubici da 38 cavalli a 12.500 giri/minuti, cambio a sei rapporti, cerchi da 17 pollici con pneumatici 110 (davanti) e 140 (dietro), ride by wire, tre mappe selezionabili, ABS, telaio in tubi con struttura a diamante con bretelle laterali e forcellone in alluminio da “grande” con sistema Pro-Link regolabile, forcella anteriore upside down e look simil RCV…un sogno! Se poi consideriamo il prezzo (in Giappone) per il modello top che è di circa 838.000 Yen equivalenti più o meno a 7.200 euro, il gioco è fatto e la domanda sorge spontanea: perché solo per il Giappone? Infatti la nuova CBR250RR non ha nulla da invidiare alle vecchie 125 due tempi supersportive degli anni ’90 e neppure alle sorelle maggiori di 600 e 1.000 centimetri cubici (con le dovute proporzioni ovviamente). In sintesi si tratta della luce in fondo al tunnel, di una supersportiva intelligente ma parsimoniosa (vengono dichiarati 40 chilometri litro nel ciclo misto, anche se da buoni “smanettoni” questo dato appare marginale!), coerente con lo spirito CBR/RR e con le necessità dei neofiti o di chi cerca una sportiva piccola e maneggevole e “ammazzagiganti”. Alla fine appare quasi inutile continuare elencare la miriade di dati che definiscono questo modello dal momento che la piccola 250 non verrà importata (almeno ufficialmente) in Europa; dispiace questa politica che tra normative anti inquinamento e strategie (presunte) di mercato ci precludono modelli come la 250 e la 600 della famiglia CBR. Ciò detto di due cose siamo certi: prima o poi creeranno un campionato dedicato alla piccola CBR e presto o tardi qualche esemplare arriverà anche nel vecchio mondo…con buona pace dei Chief Marketing Manager a cui vorremmo più prosaicamente rivolgere il mai troppo abusato invito del grande Alberto sordi che recitava più o meno così: “lavoratori?...PRRRRRRRRR”.