lunedì 2 giugno 2014

BMW AIRHEAD RENNSPORT by AUSTIN PAINTWORKS

RACER


Non so quanti di voi conoscono a fondo la storia delle motociclette BMW. Per chi non lo sapesse prima dello scoppio della seconda guerra mondiale la BMW aveva creato una delle più belle, potenti e vittoriose motociclette dotate di motore boxer raffreddato ad aria con compressore calettato all’uscita dell’albero motore. Un mezzo esotico, quasi mistico, utilizzato nelle gare in circuito e per i record di velocità, fu ripreso subito dopo il conflitto per correre nel mondiale 500. Epurato del compressore come da regolamento e sostanzialmente riprogettato da cima a fondo è stato portato in gara da Walter Zeller il quale chiuse con il titolo di vice campione del mondo (il titolo sfumo' in buona parte per eventi sfortunati) nel 1956. Alla fine della sua carriera di pilota la BMW donò a Zeller una motocicletta derivata dalla Rennsport da corsa ma dotata di compressore; per comprendere la portata di tale oggetto dovete immaginare la Honda che regala a Marquez una MotoGp del 2014 completa. Questa lunga premessa è importante perché appena ho visto questa BMW R60 del 1977 mi ha subito ricordato la Rennsport degli anni ’50. Hector (il proprietario della R60) ha acquistato questa moto qualche anno fa e si è rivolto ai ragazzi di AP (che si occupano di verniciature prevalentemente su mezzi storici)  per sistemare un altro mezzo. Visti i risultati ha pensato di affidargli l’elaborazione del nuovo acquisto chiedendo loro di trasformarla in una piccola Rennsport per quanto fosse possibile con due vincoli: renderla fruibile in pista mantenendola legal street e restare entro il budget preventivato. La prima modifica seria è stata quella del telaio nella parte anteriore per poter ospitare una forcella Earles simile a quella montata sulla RS di Zeller; dietro fanno il paio due ammortizzatori più rigidi. Il telaio è stato rivisto anche sul retro per renderlo più simile alla moto originale da corsa. Sono stati montati parafanghi realizzati a mano ed una nuova sella con codino integrato. Il serbatoio lavorato dal metallo nudo è stato spazzolato e dipinto di blu-grigio con vernici vintage e rifinito con  loghi in alluminio fatti a mano e decorati con il pennello. Le ruote ed i mozzi originali sono stati sabbiati e verniciati. Il motore dopo svariate ore di lavoro è stato aggiornato con carburatori Mikuni e scarichi più aperti. L'air box è stato rimosso per fare posto ad una batteria moderna mentre i comandi a pedale sono stati arretrati. La customizzazione è stata completata con le tabelle porta numero laterali ed anteriore (quest'ultima copre il faro, mantenuto per motivi legati alla libera circolazione sulle strade pubbliche). La base era una motocicletta sicuramente particolare ed evidentemente d’epoca ma ciò non ha fermato sia il proprietario che il preparatore. Giusto o sbagliato non sta a me dirlo. Quello che posso affermare è che il risultato finale è pregevole ed attinente con la storia della marca. Oltre ogni ragionevole dubbio, e lavorando un po’ di fantasia, una preparazione simile su un boxer più moderno sarebbe una splendida sfida tecnica e stilistica.