lunedì 9 giugno 2014

YAMAHA XS 650 by JEFF PALHEGYI

TRACKER


Avete presente la Yamaha XS 650? Quella paciosa monocilindrica tipo Suzuki TU 250? Con le ruote a raggi, il sellone biposto comodo comodo ed il maniglione e con uno sterzo a corno di bue? Bene dimenticatevela o per lo meno ricordatevi come era perché quella che vi andrò a mostrare oggi è la prova che con poca spesa e tanta sapienza tecnica si può davvero fare di tutto anche partendo da una base davvero tranquilla come la XS. Jeff ha costruito moltissimi chop e special di tutti i tipi ma nella sua testa ronzava un tarlo costante e martellante…costruire una dirt bike! Una moto che porti su una pista piena di terra e cominci a metterla di traverso perché è l’unico sistema per farla sterzare il più rapidamente possibile; e quando parlo di curva veloce intendo sopra i 100 km/h con la ruota posteriore che spazzola e sputa terra da tutte le parti mentre l’avantreno, in perenne controsterzo, è già puntato verso la prossima piega! E così, volendo fare le cose per bene pur mantenendo la possibilità di circolare su strade aperte al traffico (e si questa moto va su strada! Avete notato i faretti sulla tabella porta numero anteriore, e la targa sul retro? Che gran bel posto che è l’America!), Jeff si è procurato un telaio della  J & M Racing ed ha affidato il motore alle sapienti mani di Chris Thomas della Mototech USA per bombardare di centimetri cubici il monocilindrico Yamaha. Innalzata la cilindrata a circa 750cc il propulsore riesce a sprigionare quasi 65 cavalli grazia anche al carburatore Dell’orto, ai filtri aria K&N ed ad un nuovo scarico due in due che appesantisce un po’ il mezzo ma fa respirare meglio il motore e regala un sound davvero gustoso. La ciclistica, oltre al telaio di cui è stato già detto sopra, è stata completamente stravolta con ammortizzatori posteriori Racetech ed una forcella prelevata da una Yamaha R6 con protezioni in carbonio realizzate specificamente. Il vantaggio d’aver utilizzato questa forcella è stato duplice: oltre alla taratura ed all’impostazione racing dell’accessorio si è potuto sfruttare l’attacco originale per il freno singolo anteriore accoppiandolo ad un disco progettato ad hoc per l’occasione che riprende lo stile delle TZ originali ed a pompa e pinza freno Brembo. I cerchi sono degli Jupiter da 19 pollici a raggi accoppiati a pneumatici Goodyear da dirt. Alla fine della preparazione, quando tutti i componenti erano assemblati, la moto sembrava troppo simile ad altre dirt bike. Motivo per cui jeff ha optato per una soluzione radicale: un look Yamaha racing, con la livrea che forse più di tutte richiama alla mente le motociclette da corsa preparate per gli ovali. Montato un serbatoio/codino in vetroresina della First Klass e le tabelle porta numero laterali in alluminio (per coprire la batteria e l’impianto elettrico) si è proceduto con la finitura del motore (micro pallinatura per dare un look. Se osservate bene a parte la forcella e lo sterzo lucidati tutti gli altri componenti sono stati colorati con diverse tonalità di nero per espressa volontà di Jeff che desiderava differenziare la sua tracker dalle altre preparazioni. E’ evidente come tutto sia stato pensato per essere semplice e funzionale e come la difficoltà maggiore, dato il tipo di mezzo basico e prevalentemente racing, sia stata quella di camuffare tutti gli accessori necessari alla libera circolazione sulle strade aperte. Tra le altre cose Jeff ammette candidamente che non poteva un customizer quale è lui comprare una moto da dirt bella e fatta da un altro….preparatore! Che dite, pensate ancora di non poter fare una moto da puro divertimento nel vostro garage?