giovedì 5 giugno 2014

TRIUMPH ROCKET III by ROGER ALLMOND

SPECIAL CUISER


Desidero concludere la settimana in modo esplosivo; voglio ispirare ogni singolo lettore di questo blog a prendere gli attrezzi giusti chiudersi in garage un po’ di tempo e costruire la propria special. E’ relativamente facile tirar fuori una scrambler da una BMW a due valvole o da una paciosa SR; da una iper sportiva è possibile ottenere una naked da sparo, una brucia semafori, una moto che non sta mai con l’anteriore a terra. Ma ispirare vuol dire principalmente spingere il pensiero e l’arte oltre i canoni classici; vuol dire costringere (in senso buono) il customizzatore in erba a spingersi oltre l’ovvio ed il comune. Vuol dire instillare l’idea che è possibile creare qualcosa di unico e personale anche con pochi soldi ed in un garage non fornitissimo di attrezzi ed accessori. L’ispirazione è una scintilla che sta a voi alimentare. E siete sempre voi che dovrete fare attenzione a non deviare dall’idea che avrete in mente per la vostra special. Guardando il lavoro di Roger Allmond non si può restare indifferenti. Probabilmente il budget a disposizione era sostanzioso (e non potrebbe essere differentemente dal momento che il committente era la rinomata compagnia assicurativa d’oltremanica Bennet Insurance) e sicuramente una moto del genere non potrebbe circolare in Italia dati i vincoli ed i limiti imposti dal codice della strada (e dalle relative norme sulla customizzazione dei mezzi a due e quattro ruote) ma l’aspetto fondamentale è che Roger ha preso un mezzo relativamente elitario e di nicchia e l’ha trasformato in una motocicletta unica. L’unica certezza è il motore a tre cilindri di 2.300 centimetri cubici e la trasmissione cardanica; tutto il resto è stato modificato o sostituito. Il telaio in alluminio, le sospensioni )anteriore con elementi sovrapposti e braccio singolo e posteriore sempre in tubi e monobraccio) sono una creazione di Roger. Bassa e lunga lo stile è inconfondibilmente americaneggiante; il codino così sfuggente ed esile ricorda le moto della Confederate. Le pedane abbondantemente arretrate e lo sterzo in pezzo unico spingono il peso del pilota sull’avantreno. Alcuni espedienti curiosi sono il freno posteriore calettato all’uscita dell’albero di trasmissione, la copertura del radiatore che integra i condotti dell’acqua, lo stesso telaio praticamente monoscocca (in alluminio) e la mancanza di qualsivoglia elemento necessario alla circolazione (frecce, luci, porta targa, specchietti, strumentazione). L’unico elemento acquistato aftermarket sono i cerchi Dymag in fibra di carbonio (ma i mozzi in alluminio sono realizzati sempre da Roger).  E’ abbastanza ovvio che il fulcro del design di quest’elaborazione è il motore, ma vi invito a guardare anche i più piccoli particolari di questa special unica sia per la base utilizzata che per il risultato ottenuto.