lunedì 2 giugno 2014

YAMAHA SR 250 “BIELSA” by CORB MOTO

TRACKER


Che gran cosa che sono le scrambler! Moto poliedriche, semplici, basiche quasi primitive nelle forme e nella meccanica. Agili in città permettono, con due borse, di andare in due al mare o nella casa di campagna senza stravolgerne la ciclistica e mantenendone lo spirito inalterato. E tolti i bagagli ritorna pratica e leggera per andare all’aperitivo al bar o per raggiungere i locali della movida…il tutto con il massimo stile e con una spesa relativamente bassa. Ma da’ più gusto acquistare una grossa scram magari bicilindrica, o farsela leggera e piccina nel proprio garage? E nel secondo caso su che base? Le domande sono tante e le risposte seguono i gusti personali degli interpellati ma la "Bielsa" di Santi (fondatore di Corb Moto) può essere una possibile risposta ed una trasformazione da cui prendere ispirazione. Basata su una Yamaha SR 250 non è solo una motocicletta quanto piuttosto un prolungamento di noi stessi ed un riflesso di ciò che vogliamo mostrare agli altri imbrigliato in una miscellanea di eleganza e ribellione. La cosa buffa è che questa special doveva essere trasformata in una piccola cafè racer ma data la stazza del committente si è optato per una dirt bike facile, maneggevole e differente dalla SR 250 ma senza passare per i soliti accessori aftermarket. Sostituiti cerchi e pneumatici (Dunlop K460) si è intervenuto sulla ciclistica con ammortizzatori posteriori Hagon; il telaio non è stato toccato ma nuovi parafanghi ed una sella con trama a diamante hanno modificato radicalmente la linea della motocicletta. Luci anteriore e posteriore nuove; indicatori di direzione, tachimetro, ed indicatore temperatura olio mini; manubrio Tracker, porta targa rifatto a mano e mille altri particolari home made arricchiscono questa special. L’impianto elettrico è stato semplificato ed il motore respira per mezzo di nuovi filtri aria e scarico più aperto (DCC Racing). I veri colpi di genio sono la batteria (bestia nera delle preparazioni) lasciata volutamente a vista, la tabella porta numero sul manubrio, tagliata per mostrare il piccolo strumento, e la colorazione che gioca su dicotomie chiare e scure tra telaio, motore e sovrastrutture con il serbatoio nero solcato da una stilosa striscia bianca. Santi ha creato una bellissima special, semplice nella componentistica, agile, appetibile dal mercato e ciononostante differente e personale. Ecco un evidente esempio in cui bigger is not better.