mercoledì 21 maggio 2014

BMW R75/6 by MARIA RIDING COMPANY

“PANZER”



Oggi giorno si vedono molti preparatori o pseudo tali impegnati in elaborazioni più o meno bizzarre su base BMW. Principalmente i clienti chiedono trasformazioni che puntino su un look da scrambler o da enduro ruspante ma alla fine sono pochi i customizer in grado di creare delle motociclette davvero equilibrate e minimaliste. La storia di questa barra 6 è molto simile a quella di tante altre BMW che in questo periodo vengono smontate e poi rimontate con poco gusto e tanta approssimazione. L’unica differenza in questo caso, è che il cliente aveva un motore e pochi altre parti ma mancava il “collante” per donare un’anima a tutto quel ferro. Così questo team di giovani customizer ha accettato la sfida ed ha creato il “Panzer”. Essendosi dedicati principalmente su Yamaha, Ducati, Triumph e Kawasaki questa era la prima BMW su cui mettevano le loro mani e con non poche ritrosie; ciononostante il risultato pulito, lineare e particolare rende merito al lavoro di questi ragazzi. L’aspetto generale è più basso rispetto all'originale. Il telaio è stato completamente ricostruito con tubi dal diametro più grande per aumentarne la rigidezza e per donare un aspetto più uniforme e robusto. Le sospensioni sono state modificate ed accorciate per abbassare la linea generale (gli ammortizzatori posteriori sono stati sostituiti con elementi Bitubo). Le ruote sono diventate elemento centrale nell’estetica della moto: i nuovi cerchi a raggi in alluminio e le gomme Firestone AMS catalizzano l’attenzione dell’osservatore. Un appunto: poiché la ruota posteriore risultava troppo disassata rispetto alla mezzeria (per via dell’albero cardanico) si è proceduto ad una modifica della tensione dei raggi per riallinearla. Parecchi sono i dettagli che non si notano immediatamente ma su cui si è lavorato parecchio. L'airbox per esempio originale è stato modificato per far spazio alla batteria ottenendo sia di nascondere questo elemento ingombrante sia di chiudere il vuoto dietro al motore. L’impianto elettrico è stato semplificato e sono stati modificati sia il tachimetro che il contagiri (ora più piccoli); a proposito avete notato il nome laterale BMW sul motore? In generale tutta la linea è cambiata parecchio e quindi si è intervenuti anche sulla forma del serbatoio e di altri elementi come la sella più piatta. Marmitte più aperte e filtri a cono sui Bing originali hanno donato più verve al propulsore. La verniciatura rossa del telaio unita al nero ed alle parti in acciaio nudo denotano un gusto ed una caratterizzazione fuori dal coro dei preparatori classici. Infine il nome: una motocicletta bavarese, con un motore corposo e robusto ed una ciclistica in grado di superare praticamente ogni ostacolo non poteva che chiamarsi “Panzer”!