lunedì 19 maggio 2014

BMW SPRINTBEEMER by LUCKY CAT GARAGE

IN FAST WE TRUST



Da dove proviene l’ispirazione per una special? Personalmente credo, e suppongo sia successo a molti di voi, che basti un particolare, un singolo accessorio per generare l’idea di una moto unica, speciale, nostra! Ed esattamente come noi Sebastien si è innamorato di un componente, un pneumatico M & H Racemaster (le gomme prevalentemente slick usate nelle gare d’accelerazione) intorno al quale ha letteralmente creato una motocicletta incredibile. Cresciuto a pane, hot rod e cultura kustom il giovane SonicSeb (il nick che gli hanno dato) rimane affascinato dalle spettacolari grafiche, i colori sgargianti ed i motori potenti di questo mondo fino a quando scopre le motociclette e fa della velocità su due ruote la sua religione, la sua passione, la sua vita per oltre un ventennio. Il Lucky Cat Garage non è il suo lavoro principale; è piuttosto un luogo dove il pragmatismo della sostanza piega al suo volere la forma e l’estetica. Sebastien crea un progetto nella sua mente, immagina la motocicletta in ogni suo più piccolo particolare e solo dopo comincia a lavorare. Mentre era impegnato a capire quale tipo di veicolo a due ruote potesse ospitare quel fantastico pneumatico, gli è stata regalata una carenatura a campana e l’idea si è letteralmente autoalimentata: creare una motocicletta leggera e velocissima, con un aspetto che incutesse timore negli avversari ed in grado di partecipare (e vincere) la gara sprint Starr Wars che si sarebbe tenuta durante il festival di Glemseck 101 in Germania. 



Telaio motore e tutto il resto sono stati scelti su una solidissima teoria tecnica: perché una motocicletta BMW non è mai stata usata per delle gare d’accelerazione? In sintesi se prima era già difficile ora diventava una vera e propria sfida! E prima ancora che si potesse pensare qualcosa di più appropriato (ed ovvio) Sebastien immaginava già pezzi di moto tedesche che avrebbero coperto quarant’anni di produzione (praticamente dal 1950 al ’90) e composto la sua personalissima drag race (passo lungo, basso centro di gravità, poco peso). Il telaio proviene ad una BMW R50/2 (anni ’50) modificato al posteriore. Il forcellone è di una R100/7 riadattato al telaio e montato su ammortizzatori regolabili in alluminio nascosti all'interno di coperture vintage; la trasmissione viene da una R 60/6 con rapporti cardanici corti mentre la forcella (accorciata) è di una R75/5 del 1969 e monta piastre (superiore originale ed inferiore lavorata), frenasterzo a manopola (di derivazione Norton Commando) e freno a tamburo modificato con prese d'aria, fori di ventilazione e lavorazione del mozzo ruota per risparmiare peso. I cerchi a raggi (entrambi anodizzati) sono un Excel anteriore da 19 pollici con pneumatico Avon Speedmaster e posteriormente da 18 della Morad con il già citato M & H. Semimanubri  Menani, con leve Tomaselli, comando del gas Domino, manopole black glitter stile Amal e contagiri Scitsu. Il sedile fatto a mano è composto da una lamiera d’alluminio e nulla più. Curiosamente il serbatoio non ha una paternità accertata: si ipotizza sia di un ciclomotore (francese od italiano) anni ’50 adattato perfettamente al telaio e modificato con un rubinetto per flussi elevati di benzina, un tappo in alluminio tipo “Monza” ed un manometro (annegato letteralmente al suo interno) per controllare la temperatura del motore. Inoltre sempre al retrotreno (dove fa sfoggio un secondo freno a tamburo sforacchiato ed alleggerito) si può distinguere una fiaschetta utilizzata come serbatoio di recupero per l’olio. Le pedane sono Tarozzi modificate espressamente per questo progetto mentre la carenatura è sorretta sul telaio attraverso staffe a sgancio rapido. E se pensate che la ciclistica frankensteiniana fosse il massimo dei puzzle sappiate che il motore non è da meno. Derivato da un propulsore BMW R100 RS è stato ampiamente modificato a partire dalle sedi valvole maggiorate accoppiate ad un nuovo albero a camme 336, a carburatori Dell’Orto PHM 40. L’alleggerimento è stato effettuato eliminando il sistema d’avviamento e l’alternatore, ribilanciando il volano, montando una frizione ceramica HPN con un cambio completo R 100 R del 1995 a cinque rapporti; accensione elettronica digitale, batteria di una BMW S1000 RR, cablaggi considerevolmente semplificati e scarichi a megafono completamente aperti per utilizzo in gara. In sintesi Sebastien aveva creato un missile per gare d’accelerazione e probabilmente avrebbe anche coronato il suo sogno di partecipare alla gara tedesca se durante un pomeriggio noioso non si fosse messo a fare acrobazie con una BMX e non fosse pesantemente caduto a terra rompendosi gamba e caviglia sinistre. Mancavano pochi giorni e Seb era in ospedale; gli amici riunitisi intorno lui lo hanno prima aiutato a completare la motocicletta e poi lo hanno accompagnato fino in Germania per assistere alle gare d’accelerazione. 



Costretto su una carrozzina per i postumi dell’incidente Sebastien ha affidato all’amico designer Sylvain la sua BMW completata praticamente il giorno prima delle gare; non poteva guidare ma poteva vedere vincere il suo siluro. E difatti al sabato vincono il 'Best of Show' premio assegnato da una giuria di costruttori di moto professionisti e personalità della scena come Ace Cafe, Walzwerk e JVB Moto; la domenica battono nella volata della Starr Wars potenti (e rigide) Harley-Davidson. Ben due premi; sebbene la vittoria più importante era l’incredibilmente calorosa accoglienza che avevano ricevuto al festival da parte del pubblico, dei concorrenti e dei giudici. E se credete che Sebastien si sia fermato qui beh vi sbagliate di grosso, perché ha realizzato un’altra BMW per uso personale con una carenatura a campana e borse lateraliper l’uso stradale! Chi l’ha detto che i sogni non si possono realizzare nell’antro del proprio garage?