lunedì 12 maggio 2014

HONDA CB 750 K7 by 4H10

KOGARASHI


La Honda CB 750 è un must. Quando è stata presentata era l’astronave delle motociclette con il suo freno a disco, il motore a Quattro cilindri e le verniciature metallizzate. Col tempo anche le moto migliori perdono parte del loro fascino, è fisiologico. Le successive versioni della CB 750 hanno mantenuto i loro tratti caratteristici modificando prevalentemente l’estetica. John co-fondatore di 4H10 un sito francese di arte, cultura e belle moto elaborate ha preso una K7 del 1977 e l’ha trasformata seguendo il suo gusto per le moto che puzzano di benzina e che ogni tanto ti chiedono di fermarti sul ciglio della strada per stringere qualche bullone. Il design spigoloso della K7 appesantisce la linea della motocicletta (che pero’ è anche più potente, affidabile e frenata delle sue progenitrici) ma istiga l’occhio esperto del preparatore ad un’azione d’urto. Così il serbatoio originale è stato sostituito con un quello di una CB 450 più compatto e tondeggiante che essendo tra le altre cose di dimensioni minori, mette in risalto la meccanica come piace a John il quale ha dipinto personalmente l’accessorio di un bellissimo verde con foglie d’oro. Anche la sella è un pezzo home made; realizzata in modo che fosse aderente al telaio per rendere la linea della moto bassa e filante, è stata tappezzata da BLG; curiosamente i fianchetti rovinati sono stati anch’essi ritappezzati con lo steso materiale (similpelle) della sella. Sostituito il cerchio posteriore con uno nuovo da 18 pollici John ha deciso di montare all’anteriore un pneumatico Avon Mk2 ed al posteriore un Bridgestone AC 04 entrambi con un look vintage ma in grado di offrire prestazioni e grip moderni. Dal momento che la CB 750 era famosa per il suo quattro cilindri la soluzione più logica è stata quella di mantenere anche lo scarico quattro in quattro; purtroppo l’ammaloramento dei collettori di scarico ha reso necessario un approfondito controllo di ogni singolo tubo; la telatura ed una finitura nera dei silenziatori ha fatto il resto. Il motore non è stato toccato dal momento che era perfettamente funzionante mentre l’impianto elettrico è stato rifatto completamente utilizzando una centralina Motogadget; divertente notare che è stato applicato un secondo faro sul lato sinistro della moto per le esigenze di guida nella nebbia delle foreste. Altri particolari aggiornati sono le frecce, il tachimetro (sempre Motogadget), il faretto posteriore ed il parafango anteriore montato in posizione rialzata. All’inizio si era pensato di non montarlo per mantenere la linea pulita ma la sua assenza risultava eccessivamente scomoda. Quindi per poter mantenere il design prefissato ed una corretta funzionalità è stato semplicemente montato più in alto. John ama lo stile dei preparatori giapponesi ed ha tratto ispirazione da loro per la sua Honda K7 miscelando le forme di una scrambler con il bratstyle creando quella che lui definisce una motocicletta “bratster”.