sabato 12 aprile 2014

BMW R65 CAROLINA by LEO "MAT"

HOME MADE


Continuo a pensare che ognuno di noi con un po di pazienza e tanto buon gusto, puo’ creare la propria special in casa (vabbe’ magari sarebbe meglio in garage!). Non sono necessari budget astronomici e motociclette appena ritirate dal concessionario; basta un buon progetto ben pianificato ed interventi mirati proprio come ci dimostra Leo con la sua BMW. Quando ho visto le foto di questa R65 la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la pulizia generale degli interventi eseguiti ed il mono posteriore davvero particolare; ma andiamo con ordine. Leo “Mat” è un meccanico di lungo corso con una passione evidente per le moto bavaresi. La prima operazione effettuata è stata smontare completamente la R65 del 1983 per controllarne lo stato generale dei pezzi e verniciarne alcuni particolari. Il motore è stato dipinto con una vernice nera ed opaca mentre i coperchi delle teste sono stati sostituiti con quelli della serie Dakar. Due particolari che ho molto gradito sono gli scarichi corti conici e lo strumento per il controllo dello stato dell’olio posizionato direttamente sul blocco motore. Il posteriore è stato snellito grazie ad un codino/portatarga posizionato a sbalzo auto costruito; gli indicatori di direzione sono stati risistemati sul telaietto porta targa mentre il faro posteriore è stato sostituito con un elemento più piccolo e rotondo. La sella (piatta e biposto) è stata realizzata appositamente per questa special al pari del parafango anteriore più piccolo dell’originale e con nervatura centrale. Lo sterzo è stato sostituito con un modello da cross d’epoca mentre al posto della strumentazione di serie è stato montato un elemento unico Aceweel digitale; i cerchi sono stati dipinti con un nero lucido. Il particolare sicuramente più interessante di tutta la motocicletta è il monoammortizzatore ad azoto posteriore; non capita tutti i giorni di vedere una special ed osservare una sospensione posteriore priva di molle. Il mono prevede un circuito chiuso entro cui far lavorare l’azoto; a seconda del carico viene regolato manualmente, ma Leo ha già un progetto in fase avanzata per inserire un piccolo compressore e variare la pressione dell’azoto direttamente dalla motocicletta. Infine la verniciatura; ho apprezzato la sobrietà della colorazione delle sovrastrutture (serbatoio e parafango anteriore bianchi) in contrasto con la doppia gradazione di nero (lucido per il telaio ed opaco per il motore) ed il parsimonioso uso di particolari cromati ed in metallo nudo.